Archivi categoria: Glaucoma

Una curiosa novità nel glaucoma

siringaFintanto che ho lavorato come oftalmologo, ho ritenuto che uno dei grandissimi vantaggi delle terapie antiglacomatose fosse la semplicità del trattamento con i colliri: una o due gocce al giono, in rari casi 3, e nella marggior parte dei casi il più era fatto. Nessuna iniezione, nessuna pillola da prendere prima o dopo i pasti, pochissimo assorbimento sistemico, quindi pochi rischi di reazioni avverse. Nessun trattamento potrebbe essere più semplice, forse troppo semplice, al punto che il paziente tende a dimenticare la terapia. Ma con piccoli accorgimenti ed una buona educazione del malato verso la sua malattia, un buon rapporto tra medico e paziente e sufficiente  compliance e aderenza al trattamento sono facilmente assicurate.
Invece non avevo capito nulla!
Me lo insegna il Dr James Tsai della Yale School of Medicine, New Haven, Connecticut: (fonte Medscape Medical News):

This study is truly, truly exciting. We know how difficult it is for patients to take eye drops. For a subconjunctival injection to demonstrate significant intraocular pressure lowering with 1 shot every 3 months, I definitely believe it will change the effectiveness of some of the therapy“.

Lo studio a cui il Dr Tsai fa  riferimento sono alcuni articoli recentemente apparsi in letteratura su una formulazione di latanoprost in liposomi da inettare per via sottocongiuntivale [Natarajan JV, et a. Nanomedicine for glaucoma: liposomes provide sustained release of latanoprost in the eye International Journal of Nanomedicine, 2012;7:123-131] [Chong RS et al. Patient Acceptance and Attitude Toward an Alternative Method of Subconjunctival Injection for the Medical Treatment of Glaucoma. Journal of Glaucoma, 2013, 22/3:190–194]
Perfetto, Dr Tsai mi insegna che è molto meglio farsi pungere la congiuntiva ogni 3 mesi per tutta la vita, in allegra serenità, anziché instillare una goccia di collirio tutti i giorni. E io lo ringrazio, perchè questo, proprio, non l’avrei mai capito da solo.
Un eccellente medico il Dr Tsai.
La mia domanda è: quanti di voi vorrebero farsi curare il glaucoma da un luminare di tal fatta?

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Magnesio e Glaucoma

L’ipotesi di una relazione tra magnesio e glaucoma era stata avanzata da alcuni anni. [Gaspar AZ, Gasser P, Flammer J.,Ophthalmologica. 1995;209(1):11-3]. Questa relazione è stata attribuita alle proprietà anti vasospastiche di questo ione metallico, legate al suo ruolo nella contrazione della muscolatura liscia.  L’effetto anti-vasospastico potrebbe essere attribuibile ad un aumento della produzione di prostacicline.

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Geni SIRT e Sirtuine: nuovi target per le patologie neurodegenerative

I SIRT (silencer information regulator) sono una serie di geni deputati a codificare le sirtuine, una particolare classe di proteine ad apptività enzimatica, prevalentemente deacilante.

Uno dei principali substrati delle sirtuine sono gli istoni, le proteine che rientrano nella composizione dei cromosomi, dove si legano al DNA mantenendolo compatto, organizzandolo e quindi regolando l’espressione genica.

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Induttori nei fattori neurotrofici

Una nuova strategia terapeutica che si sta sperimentando in varie patologie nurodegenerative è la somministrazione di induttori dei fattori neurotrofici. Lo studio di questa nuova classe di farmaci è prevalentemente orientato verso la malattia di Parkinson e la sclerosi laterale amiotrofica (Harvey A. Drugs. 2005;8:719-21; Hauser RA. Int J Neurosci. 2011;121 Suppl 2:53-62), ma le applicazioni possono includere tutte le patologie in cui è coinvolta una ridotta sintesi di fattori neurotrofici. Quindi, anche il glaucoma e l’ambliopia potrebbe beneficiare di questi nuovi trattamenti.

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Meccanismo dell’azione neuroprotettiva degli i-MAO-B

Gli inibitori delle monoamino ossidasi B (i-MAO B), in particolare la selegilina (L-deprenyl) sono usati da molti anni nel trattamento della malattia di Parkinson, in virtú della loro inibizione irreversibibe dell’enzima responsabile della metabolizzazione della dopamina e della feniletilenamina. Di conseguenza, le concentrazioni di queste monoamine aumentano a livello del corpo striato, con attivazione dei recettori dopaminergici. Accanto a questa nota attività farmacologica, possiedono proprietà antiossidanti ed esercitano attività che non possono essere spiegata dalla sola azione inibitoria sulle MAO-B…

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Neuroprotezione: e se bastasse sospendere la statina?

Vorrei approfondire un problema scarsamente noto agli oftalmologi, colposamente occultato per molto tempo dalle aziende farmaceutiche e gravemente sottovalutato dai medici: la riduzione del contenuto intracellulare di coenzima Q10 che si verifica durante il trattamento con inbitori della HGM coA-reduttasi (le notissime statine).

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Neuroprotezione con alte dosi di prednisolone

L’impiego dei corticosteroidi come farmaci neuroprotettori è datato parecchi anni. Le prime segnalazioni risalgono a quasi 20 anni fa, nel campo delle lesioni traumatiche del midollo spinale [Hall ED, J Neurotrauma. 1992;9 Suppl 2:S425-42]. In particolare, il metilprednisolone si era mostrato capace di migliorare il recupero neurologico dopo traumi spinali

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Obesità e glaucoma

Diversi articoli apparsi in letteratura negli ultimi anni sostengono che l’obesità diminuisca il rischio di glaucoma. Cito soltanto i più recenti: Newman-Casey PA, et al. Ophthalmology. 2011;118(7):1318-26. Ramdas WD, et al. Arch Ophthalmol. 2011;129(6):767-72.

Anche se la protezione esercitata dall’obesità risulta di un ordine di grandezza molto piccolo e le conclusioni nei vari articoli sono molto prudenti, rimango ugualmente perplesso sulla facilità di pubblicare dati in evidente contrasto con le comuni osservazioni rilevate durante la pratica clinica, senza fornire adeguate interpretazioni. Questi dati epidemiologici, se mal gesti, possono anche veicolare pericolosi messaggi, potenzialmente nocivi per la salute pubblica.

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