I rapporti tra farmacovigilanza e marketing

car-brakes-1Nella mia esperienza ho assistito ad aspri contrasti tra le differenti divisioni di un’azienda farmaceutica. I più aspri sono senz’altro quelli che si sviluppano tra la farmacovigilanza e il marketing.

E’ chiaro che un’azienda ha ragione di esistere solo se vende i suoi prodotti: qualsiasi attività che può “rallentare” le attività di marketing viene percepita come un ostacolo. Ed è una percezione corretta, perché effettivamente, evidenziare reazioni avverse, talvolta anche serie, non può essere una pubblicità positiva per il prodotto e per l’azienda stessa e, sicuramentene, ne ostacola  le vendite. Nel breve termine però: nessuna impresa può essere tanto miope da non valutare cosa può accadere un un periodo di tempo che sia un po’ più luingo di quello che intercorre tra oggi e domani.

C’è poi anche un problema etico da tenere in considerazione: la tutela della salute non può essere dimenticata o messa in secondo piano, anzi, almeno teoricamente, dovrebbe essere la vera mission di un’azienda farmaceutica.

Il problema dovrebbe essere visto anche da una differente prospettiva: la farmacovigilanza è un freno per l’azienda farmaceutica, ma se se l’azienda corre veloce, i freni devono essere potenti ed efficaci. Come in una vettura di formula uno, senza freni si viaggia più veloci, ma alla prima curva, l’impatto è inevitabile.

Occorre, in fine, considerare che l’autorizzazione all’immissione in commercio non viene rilasciata se l’azienda non dimostra di avere in forza un efficace ed adeguato sistema di farmacovigilanza. Il motivo è che i dati sulla sicurezza di un medicinale raccolti durante il processo di sviluppo clinico, sono necessariamente limitati, perché l’esposizione al farmaco negli studi clinici è fatta su un numero limitato di pazienti con caratteristiche ben definite e selezionate. Quello che può accadere quando il farmaco è reso disponibile all’intera popolazione è semplicemente non noto. Questo è ovviamente un rischio, ma le autorità regolatorie lo accettano, purché le aziende farmaceutiche mettano in atto un sistema di controllo e gestione del rischio, quello che è appunto la farmacovigilanza.

La miopia delle divisioni marketing è tutta qui: non capiscono che se possono vendere un medicinale è perché la farmacovigilanza esiste e se vogliono aumentare le vendite, per correre più veloci, devono collaborare attivamente con la farmacovigilanza. Più un’azienda vende farmaci e corre veloce, più i freni devono essere potenti ed efficaci.

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