Cambiare vita a 50 anni

ophthLa domanda che ricevo più spesso è perché, all’età di 50 anni ho deciso di lasciare la mia professione di oculista per dedicarmi ad un’attività totalmente diversa.

E’ ovvio che non esiste una risposta univoca: scelte complesse come questa implicano motivazioni multiple e articolate.

Tuttavia, se volessi semplificare e riconoscere la leading cause che mia ha spinto ad abbandonare Roma per accettare un impiego in una società americana di servizi in farmacovigilanza, viaggiando tra Ginevra e Londra, potrei identificarla nel disprezzo che ho maturato negli anni verso la classe professionale a cui io stesso appartengo. Ho amici tra gli oculisti, per cui provo profondi sentimenti di affetto e stima, con cui mi congratulo per il successo ottenuto o che presto otteranno. Di altri non ho conoscenza diretta, ma nutro ugualmente ammirazione. Purtoroppo sono la minor parte. Un’enorme percentuale dei miei colleghi è rappresentata da patetici mestieranti, arrivisti legati al denaro e alla loro misera carriera, culturalmente limitati, eticamente e moralmente indigenti, devoti unicamente ai proventi della loro professione e non agli interessi dei malati. Ho assisito a seri danni provocati a pazienti per evidenti manifestazioni di incompetenza, sostenute da avide ragioni economiche.

Non era il mondo in cui volevo vivere e lavorare. Neanche adesso vivo in un mondo perfetto, la perfezione è un utopia, quindi non esiste. Ma almeno, il mio lavoro adesso mi da l’illusione di ricevere uno stipendio per tutelare la salute di chi assume farmaci, di fare qualcosa di realmente utile per la società, una cosa soltanto pochi dei miei colleghi possono vantarsi di fare…

Con questa illusione, la mattina mi sveglio sereno e la breve passeggiata tra le vie di Londra per raggiungere l’ufficio, è un piccolo meraviglioso dono che vivo alla faccia di quei patetici e sqallidi omunculi che ignobilmente appartengono all categoria degli oculisti e dedicano le loro inutili esistenze nel tentativo di ingozzare i loro pingui addomi con gli ultimi frutti del tramontante berlusconismo

3 pensieri su “Cambiare vita a 50 anni”

  1. Quando si entra in casa altrui si chiede permesso e si esprimono i propri pensieri con garbo ed educazione. Non capirlo denuncia preoccupanti carenze intellettive.
    Non mi interessa che chi legge condivida le mie opinioni. Anzi la dialettica e il confronto di opinioni l’ho sempre apprezzato. Mi intristisce, però, constatare che il mio blog è frequentato da ingenui sbruffoncelli incapaci di percepire l’evidente nesso tra la deriva morale ed economica di un paese in declino e i danni culturali che un individuo, deriso per anni dalla stampa Europea, ha inflitto a una generazione di Italiani. Molti di questi Italiani hanno preferito abbandonare la loro patria, piuttosto che partecipare impotenti o corei al suo degrado. Peccato che l’amico Alberto, tutto questo, non sia in grado di capirlo.

  2. si certo… il tramontane berlusconismo…. cosa c’entrera’ Dio solo lo sa… sicuramente è meglio il mai tramontante arrivismo sinistro di “montepaschisma” memoria vero? … articolo condivisibile in buona parte, ma il finale svela un preconcetto che limita la liberta’ dello scrivente.

  3. Parole dure, forti, ma che mi sento di sottoscrivere. Ho sperimentato sulla mia pelle (=occhi) l’incompetenza della categoria. Incompetenza che temo sia diffusa anche tra altri medici specialisti. Se solo ci fosse una lista riconosciuta delle eccellenze…Auguri e buon lavoro

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