Gli inibitori della Pompa Protonica

Tra i farmaci più prescritti, di cui senza dubbio viene fatto un abuso, un ruolo primario lo occupano gli inibitori della pompa protonica (PPI).

Questi farmaci, indicati per il trattamento dell’ulcera peptica e del reflusso grastroesofageo, vengono dati anche nella prevenzione dei disturbi gastrici determinati da varie terapie (per esempio antinfiammatori non steroidei, corticosteroidi, non solo questi).  Questa cascata prescrittiva è pericolosa….

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2 pensieri su “Gli inibitori della Pompa Protonica”

  1. Caro Pierandrea,
    grazie per il suo interessante contributo. Non sono in grado di derimere il suo dubbio: francamente, mi sembra più probabile che l’attività prolungata per vicino sia alla base della sua miopia, ma non posso escludere a priori un ruolo dell’inibitore della pompa protonica. In fatti, come ha correttamente osservato sulla sua stessa persona, gli inibitori della pompa protonica possono determinare o facilitare condizioni che alterano l’assorbimento di importanti principi nutritivi. Non si può escludere, pertanto, che questo effetto indesiderato abbia contribuito allo sviluppo sia della sua miopia che dell’occhio secco.

  2. Buongiorno,

    ho letto con interesse questo suo articolo inerente un possibile collegamento fra utilizzo, non occasionale, di IPP e sviluppo (o aggravante) di patologie oculari.
    Vorrei dare il mio contributo, che può o non può essere indicativo della validità delle sue riflessioni.
    All’età di 29 ero emetrope da entrambi gli occhi, vista perfetta, patente senza obbligo di lenti. Ora a 34 anni ho -1,75dx e -1,50sx e occhio secco.
    All’età di 29 anni ho cominciato a lavorare 8-10 ore al computer, sono grafico. Sempre alla stessa età mi è stata diagnosticata un’ernia iatale con reflusso gastrico e ho cominciato una terapia, seguito dal gastroenterologo, a base di omeoprazolo 40mg, attualmente in mantenimento con pantoprazolo 20mg.
    L’oculista ha puntato il dito sull’utilizzo del PC, facendo una diagnosi di pseudomiopia iniziale da accomodamento visivo che si è poi consolidata in miopia vera e propria.
    Ora mi sorge il sospetto: non è che gli IPP hanno contribuito?
    Quello che è certo, riscontrato nella mia persona, è che tali farmaci creano malassorbimento dei cibi e carente assimilazione delle relative sostanze nutrizionali quali vitamine, aminoacidi, minerali.
    Non è facile trovare dei validi sostituti naturali a tali farmaci, non solo per la patologia in sé ma anche per la prevenzione dell’esofago di Barret, ma certamente è una strada da tentare.

    Grazie per il suo prezioso lavoro,

    Pierandrea

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