NCX 116: la prostaglandina che dona ossido nitrico

Nicox è una azienda di ricerca italo-francese, che sviluppa prodotti nella cui molecola è integrato l’ossido nitrico (NO). Dalla molecola l’NO viene rilasciato per esplicare attività farmacologiche aggiuntive a quella della molecola principale. Le molecole derivate dall’unione con l’NO vengono considerate come new chemical entities e sviluppate a partire dagli studi tossicologici preclinici. Tra i vari campi terapeutici, Nicox è molto attiva nelle applicazioni delle sue molecole donatrici di NO sul glaucoma.

Recentemente Nicox e Bausch & Lomb hanno sottoscritto un accordo di collaborazione per completare lo sviluppo clinico, al momento giunto in fase II, del composto NCX 116, un latanoprost modificato in donatore di NO.

Il NCX 116 è indubbiamente una molecola interessante. Uno studio preclinico su modelli animali [Krauss AH et al, ARVO annual meeting 2009], ha confrontato l’effetto ipotensivo del NCX 116 con latanoprost ed ha evidenzato un maggior potere ipotonizzante ocualare del primo, presumibilmente come consenguenza dell’attivazione della via NO/cGMP in aggiunta all’azione nota delle prostaglandine. La concentrazione clinicamente più efficace, come riportato in uno studio di fase II di dose finding [Bosworth CF et al, ARVO annual meeting 2009] condotto su 176 pazienti, risulta essere quella di 0.04%. A tale concentrazione NCX 116 appare ugualmente ben tollerato come latanoprost, ma capace di indurre riduzioni pressorie superiori di circa il 12% rispetto a quest’ultimo.

A questo punto, visto i risultati positivi, vista l’imminente scadenza della protezione brevettuale del latanoprost, rimane da chiarire un dubbio: perché Pfizer, che finora ha partecipato allo sviluppo del NCX 116 (il composto aveva precedentemente la sigla PF-03187207) ha abbandonato il progetto, lasciando a Bausch and Lomb l’opportunità di usufruire dei prossimi risultati.

Secondo i responsabili dello sviluppo dei farmaci antiglaucoma della Pfizer il NCX 116 è un farmaco molto promettente, ma non ha raggiunto gli endpoint primari prefissati (vedi per ulteriori informazioni) Allora mi sembra normale chiedersi: se NCX 116 è del 12% (e non è poco!) più efficace del latanoprost, cos’altro si aspettavano di trovare i ricercatori della Pfizer, prima di investire alcuni milioni di dollari? E’ la Pfizer ad essere poco lungimirante o è la Bausch & Lomb ad aver preso un clamoroso abbaglio e sta per ritrovarsi tra le mani un “doppione” di un imminente generico?

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina…

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