Approccio bioenergetico alla neuroprotezione

Tra le numerose strategie proposte per ottenere una protezione diretta delle cellule nervose, da alcuni anni si sta sviluppando la cosiddetta neuroprotezione bioenergetica. Come normalmente accade per gli studi sulla neuroprotezione, le prime indagini sono state condotte su patologie neurologiche, per esempio malattia di Parkinson, SLA, corea di Huntington, e su modelli sperimentali delle stesse.

La bioenergetica si prefigge di potenziare le riserve energetiche della cellula. L’evidenza sperimentale che la deplezione di ATP è un elemento patogenetico importante in molte patologie ischemiche e neurodegenerative, ha suggerito di utilizzare sostanze bioenergetiche per promuovere la sopravvivenza delle cellule nervose in corso delle suddette patologie.

Tale approccio si avvale dell’impiego di sostanze mitocondriotropiche, ovvero sostanze farmacologiche che si concentrano e sviluppano la loro azione a livello dei mitocondri, le “centrali energetiche” della cellula.

Le cellule ganglionari hanno un metabolismo molto attivo e una richiesta energetica estremamente elevata. Infatti, oltre a trasmettere il segnale nervoso, attività ad alto consumo energetico, devono gestire assoni estremamente lunghi (alcuni cm), e questo amplifica il loro fabbisogno di energia. L’osservazione microscopica di una elevata concentrazioni di mitocondri nelle fibre nervose del nervo ottico è a giustificazione del consumo energetico che le cellule ganglionari devono sostenere per garantire la loro funzione e la loro sopravvivenza.

In letteratura, sono stati individuati una serie di composti che, stimolando l’attività mitocondriale e contribuendo ad incrementare le riserve energetiche della cellula, potrebbero agire in senso neuroprotettivo. Tra questi si segnalano:

  • nicotinamide
  • glucosio
  • creatina
  • ubichinone

I loro effetti farmacologici, in funzione della loro ipotizzata attività neuroprotettiva, verranno trattati nei prossimi articoli (dell’ubichinone abbiamo già parlato nel post del 17-5-2009 e del 20-5-2009)

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1 commento su “Approccio bioenergetico alla neuroprotezione”

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