Reazioni avverse cardiovascolari da memantina.

Alcuni dati di farmacovigilanza indicherebbero che che la memantina (Ebixa, Lundbeck) potrebbe incrementare il rischio di bradicardia e di altre reazioni avverse (ADR) cardiovascolari. E’ quanto emerge da un lavoro eseguito in Francia [Gallini A et al. Pharmacoepidemiol Drug Saf. 2008;17:877-81] in cui sono state esaminate tutte le segnalazioni di ADR di natura cardiovascolare, relative a memantina, dall’immissione in commercio (2003) al 2007 presenti nella Rete Nazionale Francese di Farmacovigilanza.

Le ADR evidenziate erano le seguenti:

  • 6 casi di ipotensione ortostatica
  • 4 casi di alterazioni elettrocardiografiche esclusa bradicardia
  • 2 casi di svenimento
  • 2 casi di malessere con ipotensione arteriosa
  • 1 caso di ipotensione arteriosa con insufficienza renale acuta
  • 1 caso di insufficienza cardiaca fatale
  • 2 casi di morte improvvisa
  • 18 casi di bradicardia

Nei 18 casi di bradicardia, il valore medio di battiti cardiaci era di 42 al minuto (range 30-52). Di queste, in 11 casi la memantina era associata a inibitori delle colinesterasi. In 6 dei 7 casi rimanenti, è stato osservato un challenge positivo, a supporto dell’elevata probabilità che la causa della bradicardia fosse imputabile alla memantina.

Secondo gli autori il meccanismo patogenetico delle ADR cardiache rimane inspiegato, in quanto gli effetti cardiovascolari della memantina sembrano essere complessi e poco chiari, soprattutto perché non sono noti gli effetti del blocco dei recettori NMDA periferici.

Invece, il motivo di queste razioni è assolutamente chiaro ed è già noto da alcuni anni: i recettori NMDA non centrano nulla. Infatti, la memantina è un agente colinergico che attiva alcune vie parasimpatiche mediante una stimolazione dei recettori muscarinici [Drever BD, et al. J Alzheimers Dis. 2007;12:319-33.]

Inoltre, l’effetto colinergico spiega, in modo molto più convincente dell’azione antagonista a livello dei recettori NMDA, anche i benefici clinici segnalati nella malattia di Alzheimer [Garibova TL, et al. Eksp Klin Farmakol. 2008;71:8-13.], indicazione per la quale Ebixa è stata autorizzata al commercio D’altra parte, il beneficio che questi pazienti traggono da farmaci ad azione colinergica è noto da oltre 30 anni [Davis KL, et al. Science 1978;201:272-4] ed è già ampiamente sfruttato in terapia.

Dal punto di vista neuroprotettivo, invece, la memantina è una “bufala” ormai smascherata dai numerosi insuccessi che ha finora raccolto. Questi insuccessi, a mio avviso, erano ampiamente prevedibili:

  • Primo, perché modulare efficacemente l’attività del segnale glutammatergico è estremamente complicato e difficile ed espone a effetti collaterali di difficile gestione.
  • Secondo, perché gli effetti cardiovascolari associati all’attività colinergica, svolgono un’azione emodinamica totalmente sfavorevole per le esigenze trofiche dei tessuti nobili periferici (cervello e nervo ottico) che contrasta inequivocabilmente con la supposta azione neuroprotettiva.
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