La memantina

La memantina appartiene alla classe degli amantadani, sostanze con una struttura amminica ciclica come riportata in figura. Oltre alla memantina, appartengono a questa classe di farmaci l’amantadina e la rimantadina.

Le caratteristiche farmacologiche degli amantadani sono due:

  1. possiedono un’azione contro alcuni virus
  2. sono inibitori competitivi del recettore NMDA

Sulla base di questi effetti i vari amantadani sono registrati nella terapia del m. di Parkinson, nelle infezioni virali (per es. alcune forme di influenza A) e/o nella malattia di Alzheimer.

In campo oftalmologico, l’interesse si è concentrato sulla memantina, utilizzata con lo scopo di sfruttare le caratteristiche di antagonista a bassa affinità del recettore per il glutammato NMDA nella neuroprotezione in corso di glaucoma.

L’eccitotossicità prodotta da livelli elevati di glutammato è ritenuta infatti essere un importante elemento patogenetico responsabile delle alterazioni e della successiva apoptosi della cellule ganglionari retiniche. La memantina dovrebbe bloccare in modo selettivo gli effetti eccitotossici del glutammato (vedi articolo del 30-11-2008), non intervenendo, o intervenendo solo minimamente sulle altre azioni fisiologiche (vedi articolo del 13-12-2008).

Mentre la memantina è stata registrata per il trattamento delle forme moderate-severe della malattia di Alzheimer (dove è stato evidenziato che 20 mg/die somministrati per 6 mesi di trattamento hanno indotto un significativo miglioramento nella funzione cognitiva, nelle attività giornaliere, e in generale del quadro clinico), ha fallito, invece, la registrazione come neuroprotettore nel glaucoma, nonostante gli sforzi titanici sostenuti da Allergan.

In realtà, una volta dimostrata l’efficacia nella malattia di Alzheimer, era logico attendersi una risposta positiva anche nel glaucoma. Questa differente efficacia terapeutica appare molto strana proprio perchè Alzheimer e glaucoma condividono molti meccanismi patogenetici che portano alla morte le cellule nervose [Guo L, et al. Proc Natl Acad Sci U S A. 2007;104:13444-9]. Un’interpretazione di questa apparente contraddizione verrà data nel prossimo articolo.

Normalmente, la memantina, alla dose di 10-20 mg/die, è ben tollerata. Le reazioni avverse più comuni (con un’incidenza inferiore al 2 %) sono: ansia, nausea, vomito, allucinazioni, confusione, vertigini, cefalea e spossatezza. Deve, comunque, essere utilizzata con molta attenzione nelle seguenti situazioni cliniche:

  • storia di crisi epilettiche
  • pregresso infarto miocardico
  • insufficienza cardiaca
  • insufficienza renale
  • concomitante somministrazione di altri farmaci con attività antagonista sui recettori NMDA (per es. amantadina, ketamina, destrometorfano)

Infine, particolare attenzione va rivolta ai pazienti che assumono inibitori delle colinesterasi, per le ragioni che verranno esposte nel prossimo articolo.

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1 commento su “La memantina”

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