Il ritorno dei calcio-antagonisti nel glaucoma

Dopo aver destato grande interesse nel campo del glaucoma, sia come possibili ipotonizzanti oculari (per via topica) che come neuroprotettori (per via sistemica), i calcio-antagonisti erano passati di moda. Un po’ perché questi cicli sono abbastanza caratteristici delle molecole che non sono adeguatamente supportate da continui sostegni economici e/o promozionali, un po’ perché alcuni articoli ne avevano paventato un profilo tossicologico negativo, soprattutto in riferimento a una possibile cardiotossicità.

Negli ultimi anni, l’interesse per i calcio-antagonisti in oftalmologia sembra essersi riacceso.

Recentemente, è stato osservato in uno studio clinico in doppio cieco condotto sul paziente glaucomatoso, che, dopo una singola somministrazione, l’effetto ipotonizzante oculare del verapamil (0.25%) sembrerebbe molto simile a quello del timololo (0.5%) [Shayegan RM et al Journal of Ocular Pharmacology and Therapeutics. 2009;25:551-554].

Simili risultati erano stati in precedenza osservati impiegando flunarizina (0.5-1-2%) [Wang RF et al. J Glaucoma. 2008;17:73-8] in un modello sperimentale di glaucoma nella scimmia. Da quest’ultimo studio si può definire il profilo farmacologico dei calcio-antagonisti per via topica oculare:

  1. l’effetto dose dipendente
  2. la riduzione della pressione oculare si mantiene e si potenzia nel tempo
  3. almeno sulla base dei dati tonografici, sembrerebbe attribuibile ad un aumento della facilità del deflusso
  4. un effetto ipotensivo si osserva anche nell’occhio controlaterale non trattato

Quest’ultimo dato depone per un rilevante assorbimento sistemico del farmaco. D’altra parte, la flunarizina è utilizzata per terapia orale a dosaggio di 10 mg, quindi è probabile che la quantità contenuta in un goccia (circa 1 mg in una soluzione al 2%) possa esercitare effetti sistemici e ridurre la pressione arteriosa. Occorre ricordare, infatti, che pur se specificamente indicato per patologie neurologiche, la flunarizina possiede, comunque, un’attività vasodilatatrice. Gli aspetti farmacologici dei farmaci che interagiscono con i canali ionici, in particolare i calcio antagonisti, verranno approfonditi nei prossimi articoli.

Ricordo che la riduzione della pressione arteriosa comporta sempre (almeno in acuto, nel cronico possono instaurarsi meccanismi compensatori) una parallela diminuzione della pressione oculare per riduzione componente emodinamica della pressione oculare (vedi articolo del 12/10/2008). Inoltre, un significativo effetto ipotensivo arterioso potrebbe essere nocivo, almeno nei pazienti che non presentano un’ipertensione arteriosa come patologia concomitante. Quindi, sulla base di questi risultati, credo che passerà ancora tempo prima di vedere commercializzato, se ciò mai avverrà, un calcio-antagonista per uso topico nel glaucoma.

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