Utilità clinica dei polifenoli

I polifenoli sono un gruppo molto numeroso ed eterogeneo di molecole composte da più anelli fenolici condensati, di cui abbiamo già avuto occasione di trattare nell’articolo del 19-6-09.

In natura, sostanze polifenoliche sono prodotte da differenti specie vegetali dove svolgono svariate azioni:

  • rappresentano una difesa dagli animali erbivori (alcuni polifenoli, infatti, hanno un sapore sgradevole)
  • agiscono come sostanze antibatteriche/antifungine e come inibitori di crescita di parassiti (fitoalessine)
  • garantiscono un supporto e una barriera meccanica contro l’invasione microbica (lignine)
  • conferiscono colorazioni che attraggono gli impollinatori (antocianine),

I polifenoli sono normalmente assunti con la dieta, ma la quantità e la qualità varia enormemente in relazione al tipo e allo stato (crudo/cotto) dei vegetali consumati. Si ritrovano in elevate quantità nella frutta e nella verdura fresca, nel the (soprattutto quello verde), nel vino (soprattutto alcuni rossi), nel cacao e nell’olio di oliva. Essendo molecole molto rappresentate in natura, normalmente con una dieta bilanciata vengono assunti circa 1 grammo di polifenoli al giorno. Questa quantità renderebbe inutile un’ulteriore assunzione per mezzo di intergratori alimentari.

Tuttavia, poiché la concentrazione di polifenoli nel medesimo genere di alimento può variare in misura anche consistente, in relazione alle tecniche di coltura, al grado di maturazione e, soprattutto, all’eventuale cottura, la quantità effettivamente assunta può essere molto più bassa.

Quindi, se l’apporto di verdure e frutta fresche e crude è carente, per assicurare un apporto costante di polifenoli può essere una buona norma integrare l’alimentazione con prodotti nutraceutici che garantiscano un contenuto standardizzato di polifenoli .

In tal modo si possono sfruttare gli effetti benefici di queste sostanze che sono:

  • azione antiossidante
  • azione anticancerogenica
  • azione antiaterogena, derivante dalla sommatoria dei seguenti effetti:
  • inibizione dell’ossidazione dei lipidi
  • riduzione della coagulazione delle piastrine
  • inibizione dell’ossidazione delle lipoproteine
  • azione radical scavenger
  • modulazione del metabolismo degli eicosanoidi.
  • azione antinfiammatoria, per inibizione sulla cascata dell’acido arachidonico
  • azione antibatterica e antivirale
  • azione capillaroprotettrice, per un effetto di stimolo sulla sintesi del collagene

Questi effetti sono ampiamente documentati in letteratura con studi in vitro e su modelli animali, ma occorre precisare che mancano le conferme di efficacia sostenute da appropriati studi clinici. Inoltre, sono carenti le informazioni sul rapporto dose/efficacia.

All’oftalmologo vengono proposti un numero elevato di integratori a base di polifenoli: per semplificare e per fornire un elemento di analisi utile per districarsi in questa giungla di integratori, ho proposto una suddivisione in due categorie:

  1. Flavonoidi
    semplici (es. catechina, quercitina per es.)
    composti (es tannini, proantocianidine ecc.)
  2. Stilbeni

All’interno di queste categorie è bene distinguere i prodotti che contengono miscele di polifenoli (per esempio gli estratti di mirtillo) da quelli che contengono singoli polifenoli caratterizzati chimicamente. I primi sono indicati a correggere generici squilibri dietetici, mentre i secondi, presentano un profilo farmacologico meglio caratterizzato, e possono quindi essere indicati nel trattamento di specifiche patologie.

Pertanto, l’assunzione di estratti erbali contenenti polifenoli è utile per bilanciare una dieta che presenta carenze, mentre l’apporto di particolari polifenoli, definiti chimicamente, quali ad esempio la rutina, l’epigallocatechingallato, il resveratrolo, ecc. può indurre effetti farmacologici più mirati, anche se per le singole molecole deve ancora essere definita le quantità necessaria per evidenziare tali effetti nelle singole indicazioni terapeutiche.

Nei prossimi articoli verranno presentate le caratteristiche di due noti polifenoli, il picnogenolo e il resveratrolo, rappresentanti rispettivamente dei flavonoidi (composti) e degli stilbeni.

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