Il profilo reologico dei sostituti lacrimali.

La reologia (termine che deriva dalla parola greca ρεω = scorrere) è la scienza che studia la deformazione e il moto (scorrimento) dei materiali sottoposti ad una forza esterna.

Teoricamente, abbiamo 2 situazioni estreme:

  1. la deformazione elastica di un solido ideale che segue la legge di Hooke
  2. la resistenza allo scorrimento (viscosità) tipica del fluido ideale che segue la legge di Newton

Però, nella realtà, solidi e fluidi ideali non esistono: tutti i materiali mostrano comportamenti intermedi. Quando in un materiale si riscontrano entrambe le caratteristiche, si parla appunto di viscoelasticità.

La viscoelasticità è tipica delle formulazioni oftalmiche che contengono macromolecole e/o polimeri, ed è particolarmente evidente nei gel.

Le lacrime naturali contengono la MUC5AC, una glicoproteina che conferisce al fluido lacrimale una certa viscoelasticità e che, quindi, lo rende “non-newtoniano” (ovvero, non segue la legge di Newton sul movimento dei fluidi).

Un fluido non newtoniano può avere due comportamenti:

  1. dilatante: la viscosità aumenta con l’aumentare della forza applicata (nei fluidi dilatanti, la velocità di flusso diminuisce con l’aumentare della forza applicata
  2. pseudoplastico: la viscosità diminuisce con l’aumentare della forza applicata (nei fluidi pseudoplastici la velocità di flusso aumenta con l’aumentare della forza applicata

Purtroppo il profilo reologico dei sostituti lacrimali attualmente in commercio è un parametro scarsamente studiato, quando, invece, potrebbe fornire utili indicazioni di efficacia e tollerabilità. Infatti, in analogia con quanto accade per le lacrime fisiologiche, i migliori sostituti lacrimali possiedono una certa viscosità a riposo, per garantire un tempo di persistenza sulla superficie oculare più elevato, ma sono anche in grado di ridurre la loro viscosità durante l’ammiccamento per minimizzare le resistenze tra palpebre e superficie oculare. Hanno, quindi, un comportamento pseudoplastico. Inoltre, sono dotati di tissotropia, fondamentale per recuperare rapidamente le caratteristiche iniziali, evitando sgradevoli interferenze con la visione. Queste caratteristiche potrebbero essere bene espresse rendendo note le caratteristiche reologiche dei singoli sostituti lacrimali.

Sostituti lacrimali con comportamento dilatante non sono impiegati in terapia: avrebbero, infatti come effetto indesiderato uno scarso comfort in quanto aumenterebbero la resistenza del movimento palpebrale e non svolgerebbero il loro compito lubrificante.

I sostituti lacrimali non dotati di proprietà viscoelastiche sono invece molto diffusi anche se non possiedono caratteristiche favorevoli: tendono a permanere per minor tempo sulla superficie oculare se poco viscosi (per es. soluzioni idrosaline non contenenti polimeri mucomimetici) [NB: il tempo di permanenza è legato anche ad altri fattori tra cui la bioadesività], oppure interferiscono negativamente con le qualità ottiche del film lacrimale se troppo viscosi (per es. i gel di metilcellulosa).

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