Il trattamento dell’occhio secco conseguente a chirurgia refrattiva

E’ noto che le procedure fotoablative (LASIK, in particolare, ma anche PRK, LASEK ecc.) determinano un’alterazione quali-quantitativa della secrezione lacrimale, che nella maggior parte dei pazienti viene avvertita sintomatologicamente.

L’insorgenza di questa forma di dry eye è particolarmente frequente in quei soggetti che presentavano segni clinici pre-operatori (per es. BUT e/o test di Schirmer inferiore alla norma), anche se non accompagnati da sintomi soggettivi.

meccan dry eye refrAll’origine del problema viene posta l’amputazione delle terminazioni nervose intrastromali al momento dell’ablazione dello stroma corneale con laser ad eccimeri. L’innervazione del tessuto corneale è un elemento fondamentale per la normale produzione di lacrime, per cui alla sua rimozione corrisponde una riduzione della loro produzione. Inoltre, viene indotta anche una condizione di ipoestesia della cornea che deprime la normale frequenza di ammiccamento con conseguente eccesso di evaporazione.

Inoltre, dopo un trattamento di PRK, la riparazione dello strato epiteliale può avvenire in modo irregolare. E’ utile quindi facilitare l’azione di smoothing, esercitato dal movimento delle palpebre, con una regolare lubrificazione della superficie oculare.

Sulla base di quanto detto vediamo si devono perseguire 5 obiettivi terapeutici

  1. evitare l’effetto tossico dei conservanti
  2. facilitare i fisiologici processi di riepitelizzazione
  3. limitare l’iperevaporazione lacrimale
  4. stimolare la produzione delle lacrime
  5. facilitare l’effetto di smoothing del movimento palpebrale

Il primo obiettivo è facilmente raggiungibile utilizzando prodotti monodose.

L’iperevaporazione può essere ridotta ricorrendo ad un collirio a base di fosfolipidi che ristrutturando lo strato lipidico superficiale, contrasti la perdita della fase acquosa.

I fosfolipidi, inoltre, promuovono l’efflusso di colesterolo dalle cellule epiteliali, ne contrastando quindi l’azione citotossica (vedi post del 2/12/2008) e risultano pertanto utili per facilitare riparazione dell’epitelio. Sull’effetto riepitelizzante di altre sostanze, rendendosi necessaria una dissertazione più ampia, dedicherò un articolo a parte.

Il quarto obiettivo richiede l’impiego di sostanze secretagoghe. A parte la pilocapina per via orale, poco efficace e mal tollerata, al momento, non esistono in commercio farmaci che possiedano tale attività.

Lo smoothing viene facilitato utilizzando sostituti lacrimali con caratteristiche non-newtoniane (per esempio ialuronato di sodio), che modulano l’attrito tra la superficie palpebrale interna e la superficie corneale

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1 commento su “Il trattamento dell’occhio secco conseguente a chirurgia refrattiva”

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