Statine: prevengono o favoriscono l’insorgenza di cataratta?

Il ruolo delle statine sullo sviluppo della cataratta è alquanto controverso.

Fino a circa 10 anni fa si riteneva che il blocco della prenilazione delle small GPT-binding proteins (proteine G) provocato dagli inibitori della HMG CoA reduttasi, ovvero le cosiddette statine (vedi figura) prenilazionealterasse la struttura delle fibre del cristallino e ne determinasse la loro opacità.

La prenilazione è il trasferimento di una molecola idrofobica (nello specifico un residuo lipidico derivato dall’isoprene quale un farnesile o un geranilgeranile) alla cisteina terminale di una proteina. Tale trasformazione permette alla proteina di attivarsi e di ancorarsi alla membrana cellulare. Se tale alterazione va ad interessare molecole che partecipano all’organizzazione del citoscheletro, potrebbe svilupparsi una cataratta in quanto il citoscheletro è importante per mantenere la struttura trasparente. Quindi, le statine, interferendo con la prenilazione proteica, potrebbero alterare l’organizzazione del citoscheretro e facilitare lo sviluppo della cataratta. Per approfondimenti leggere questo articolo.

Recentemente, dati epidemiologici sembrano invertire diametralmente il problema, come riportato nello studio di Klein EB e coll. (JAMA. 2006;295:2752-2758). I dati dimostrerebbero una correlazione inversa tra l’impiego terapeutico di statine e l’incidenza della cataratta nucleare, evidenziando una significa riduzione del rischio relativo (odds ratio=0.55; intervalli di confidenza 95%: 0.36-0.84). Nessuna correlazione significativa è stata osservata per le altre tipologie di opacità lenticolari. L’interpretazione del fenomeno è stata messa in relazione con la riduzione dello stress ossidativo-infiammatorio esercitata dalle statine (come già osservato da Leung BP, et al. A novel antiinflammatory role for simvastatin in inflammatory arthritis. J Immunol. 2003;170:1524-1530 e da Stoll LL, et al Anti-oxidant effects of statins. Drugs Today 2004;40:975-990)

Occorre precisare che esistono anche altri studi che non confermano quest’effetto delle statine, che cito in questo elenco:

  • Schmidt J, et al.: No lens changes caused by simvastatin results from a prospective drug safety study. Lens Eye Toxic Res. 1990;7:643-650.
  • Smeeth L, et al.: Cataract and the use of statins: a case-control study. QJM. 2003;96:337-343.
  • Behrens-Baumann W, et al.: Pravastatin—ocular side effects after a two year follow-up? Lens Eye Toxic Res. 1990;7:311-318.
  • Harris ML,et al.: Absence of effect of simvastatin on the progression of lens opacities in a randomised placebo controlled study: Oxford Cholesterol Study Group. Br J Ophthalmol. 1995;79:996-1002.
  • Hsu I, et al.: Comparative evaluation of the safety and efficacy of HMG-CoA reductase inhibitor monotherapy in the treatment of primary hypercholesterolemia. Ann Pharmacother. 1995;29:743-759

Per concludere, l’effetto delle statine sullo sviluppo delle opacità catarattose rimane ancora lontano dall’essere definitivamente chiarito, richiedendo ulteriori approfondimenti sia sperimentali che epidemiologici.

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1 commento su “Statine: prevengono o favoriscono l’insorgenza di cataratta?”

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