Gli inbitori dei leucotrieni

I farmaci denominati inibitori dei leucotrieni possono svolgere la loro azione farmacologica mediante due distinti meccanismi d’azione:

inibitoriLT

  1. blocco dei recettori per i leucotrieni
  2. inibizione della 5-lipossigenasi

Appartengono al primo gruppo zafirlukast (Accoleit, Astra Zeneca) e montelukast (Singulair, MS&D), mentre al secondo appartiene zileuton (Zyflo, Cornestone, non commercializzato in Italia).

Gli inbitori dei leucotrieni vengono dispensati dal SSN in classe A, limitatamente alle seguenti indicazioni (nota AIFA 82):

  • nella terapia di mantenimento dell’asma persistente di moderata entità come trattamento aggiuntivo alla terapia cortisonica per via inalatoria, qualora non si sia raggiunto un adeguato controllo della sintomatologia asmatica;
  • nella profilassi dell’asma da esercizio fisico.

L’inibizione della 5-lipossigenasi o l’antagonismo dei recettori dei leucotrieni (in particolare i cys-LT) determina broncodilatazione, riduzione dell’effetto antinfiammatorio, dell’essudazione (produzione di muco) e dell’infiltrazione leucocitaria (basofili ed eosinofili).  Pertanto questi farmaci vengono impiegati anche nelle seguenti situazioni cliniche:

  • trattamento della rinite allergica
  • trattamento della dermatite atopica
  • trattamento dell’orticaria cronica

Dal punto di vista della tollerabilità, occorre ricordare che il metabolismo dell’acido arachidonico conduce alla formazione sia dei leucotrieni (mediante la via della lipossigenasi) che di trombossano. Quindi, il blocco della 5-lipossigenasi (con zileuton) aumenta in modo significativo i livelli di trombossano,  facilitando in tal modo l’aggregazione piastrinica. Questa azione indica che zileuton, e probabilmente anche gli antagonisti dei recettori dei leucotrieni, potrebbero aumentare il rischio di trombosi nei pazienti trattati. Inoltre, durante la sorveglianza post-marketing, per tutti gli inibitori dei leucotrieni, sono state raccolte segnalazioni di eventi neuropsichiatrici, quali agitazione, aggressività, ansia, anormalità dei sogni, allucinazioni, depressione, insonnia, irritabilità, irrequietezza, tremore, pensieri e comportamenti suicidari. Infine occorre segnalare la possibilità, seppur ritenuta rara, di sviluppare la sindrome di Churg-Strauss , una grave vasculite necrotizzante associata ad infiltrati granulomatosi ed eosinofili, convolgenti le vie aeree, che può avere esito fatale.

Le applicazioni in campo oftalmico sono al momento limitate alla terapia delle congiuntiviti allergiche di tipo vernal (congiuntivite primaverile), indicazione peraltro non prevista dalla scheda tecnica e quindi “off label”. Non esistono formulazioni topiche oculari.

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