L’Eritropoietina (EPO): non solo doping…

L’eritropoietina (EPO) è nota soprattutto negli ambienti sportivi in quanto rappresenta una delle principali sostanze dopanti impiegate per migliorare le prestazioni negli sport di resistenza (vedi ciclismo). globuli-rossiSicuramente, le quantità di EPO prodotte e vendute (nel 2000 aveva raggiunto un fatturato di circa 10 miliardi di dollari) non sono giustificate dalle sue indicazioni terapeutiche (anemie gravi associate ad insufficienza renale cronica, anemie gravi in pazienti oncologici, in pazienti affetti da infezione da HIV, anemie autoimmuni)

L’eritropoietina (EPO) è un ormone glicoproteico sintetizzato prevalentemente dal rene che induce un aumento della produzione di globuli rossi in risposta a stimoli ipossici. Come fattore di crescita l’EPO ha mostro avere anche proprietà trofiche e neuroprotettive a livello del sistema nervosi centrale. Infatti, la sua somministrazione sistemica in modelli animali di danno neuronale, inclusi modelli di sindrome parkinsoniana e colture di cellule ganglionari retiniche, ha evidenziato la proprietà di proteggere le cellule nervose dagli stress ischemici e/o traumatici indotti.

Più recentemente l’EPO è stata testata anche su un modello di glaucoma sul topo (Zhong L et al. Erythropoietin promotes survival of retinal ganglion cells in DBA/2J glaucoma mice. Invest Ophthalmol Vis Sci. 2007;48:1212-8), mostrando la capacità di incrementare la sopravvivenza delle cellule ganglionari retiniche, quindi supportando l’ipotesi di inibire l’apotosi nel glaucoma. Probabilmente l’effetto neuroprotettivo potrebbe essere attribuibile all’aumento dell’ossigenazione tissutale derivante dal maggior numero di emazie circolanti, anche se gli ultimi studi sostengono, invece,  che sia indipendente dai valori di ematocrito (Zhang Y et al. Therapeutic effects of erythropoietin on histological and functional outcomes following traumatic brain injury in rats are independent of hematocrit.Brain Res. 2009;30. [Epub ahead of print])

Il problema dell’EPO, come quello di tutti i fattori neurotrofici, rimane soprattutto di tipo farmacocinetico, in quanto richiederebbe ripetute somministrazioni endovitreali per garantire una sufficiente biodisponibilità di farmaco nel tessuto bersaglio, a meno che l’effetto sistemico derivante dall’aumento dei globuli rossi non sia alla base della sua attività di protezione neuronale. In tal caso sarebbe sufficiente la somministrazione sistemica.

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