Nuovi e vecchi delivery system: le lenti a contatto medicate.

Le lenti a contatto come serbatoio di farmaco sono state proposte da circa 40 anni, fin dai primi anni 70. Il procedimento era molto semplice: si faceva disidratare una lente idrofila e poi la si reidratava in una  soluzione contenente il farmaco da veicolare. lacIl notevole potenziamento del passaggio transcorneale che si otteneva era dovuto ad un aumento del tempo di contatto tra farmaco e occhio. Il vantaggio era quello di ridurre di 5-10 volte le concentrazioni di principio attivo, limitando in tal modo l’assorbimento sistemico e i relativi effetti collaterali (per esempio nel caso dei betabloccanti), oppure quello di consentire la penetrazione intraoculare a sostanze che presentavano un profilo farmacocinetico sfavorevole (per esempio dopamina)

Le lenti a contatto imbibite di farmaco non hanno mai avuto un successo commerciale, principalmente perché la cessione del farmaco non era modulabile e le lenti si esaurivano nell’arco poche ore. Il loro impiego è stato quindi limitato alla risoluzione di problemi farmacocinetici in attività di ricerca.

Recentemente, è rinato l’interesse verso questo interessante delivery system e alcuni ricercatori hanno sviluppato lenti capaci di trattenere/rilasciare il principio attivo per circa un mese, ottenendo quindi un vero sistema a rilascio controllato. Vengono prodotte mediante la distribuzione, sulla superficie delle lenti, di un film composto da un polimero biodegradabile che intrappola il il farmaco. Il polimero utilizzato per la formazione del film è il PLGA (acido polilattico co-glicolico), un copolimero derivato dell’acido glicolico, simile ai copolimeri utilizzati per le suture riassorbibili, diffusamente impiegato in molti studi sui sistemi a rilascio controllato. Il rilascio di farmaco che si ottiene è sufficientemente omogeneo per garantire un somministrazione di principio attivo costante per 4 settimane.

Dall’impiego di queste lenti potrebbero trarne grande giovamento i pazienti affetti da patologie croniche quali il glaucoma, in cui risolverebbe gran parte dei problemi di compliance e di aderenza al trattamento.

Per ulteriori approfondimenti vedi Ciolino JB et al. A drug-eluting contact lens. Invest Ophthalmol Vis Sci. 2009;50:3346-52 Ciolino JB et al. Contact lenses for drug delivery. Semin Ophthalmol. 2009;24:156-60

Rimane aperto il solito quesito: come reagirà un mercato rigido e tradizionalista come quello oftalmico, in cui gli utilizzatori (i pazienti) sono abituati da secoli alla terapia con le classiche gocce, a questa innovazione che modificherebbe drammaticamente il modo e le frequenze di somministrazione del farmaco?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...