Metodi per limitare gli effetti collaterali dei farmaci: “prodrugs” e “codrugs”

In confronto con il fegato, le capacità metaboliche dell’occhio sono minime, ma non inesistenti; perciò, lo sviluppo di farmaci che abbiano bisogno di un’attivazione enzimatica (prodrug), con la finalità di ridurre gli effetti collaterali locali e/o sistemici, ha ugualmente un senso.

In terapia oculare esistono molti esempi di prodrug. Ne elenco solo alcuni:

dipivalilepinefrina (DPVE); ibopamina; gli analoghi delle prostaglandina PGF2 alfa (latanoprost; bimatoprost, travoprost); ecc.

L’esterificazione che caratterizza questi farmaci rende le molecole più lipofile, ne permette un maggior passaggio intraoculare e, quindi, riduce le concentrazioni necessarie da utilizzare, a vantaggio dell’efficacia e della tollerabilità.

Un concetto meno noto  (che non ha ancora avuto una industrializzazione per la terapia oculare) è quello del codrug design, ovvero della somministrazione concomitante di due molecole ad azione sinergica, ma differenti dal punto di vista chimicofisico, che in combinazione, in virtù di legami chimici che si instaurano tra le due molecole, ne migliorano le proprietà farmacocinetiche (per es. modificandone la lipofilia e/o la solubilità in acqua).

Un’interessante tentativo di codrug design è stato fatto con l’acido etacrinico e il timololo (Cynkowska, G et al. Crooks, P.A. Novel antiglaucoma prodrugs and codrugs of ethacrynic acid. Bioorg. Med. Chem Lett. 2005, 15, 3524-7):ea+tim le due molecole possono essere legate mediante legami esteri e svolgono un effetto sinergico sulla pressione oculare agendo su due distinti target (riduzione della produzione e aumento del deflusso di umore acqueo) migliorando nel contempo le caratteristiche farmacocinetiche. Simili codrug potrebbero essere sviluppati anche per somministrare prostaglandine e betabloccanti, o altre combinazioni di farmaci.

In considerazione che in oftalmologia, e nella terapia del glaucoma in particolare, le associazioni sono molto diffuse, molto utilizzate e indubbiamente utili, lo sviluppo di nuovi codrug potrebbe essere una importante via, percorribile anche con relativa facilità, per ottenere nuovi prodotti sempre più efficaci e meno tossici.

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1 commento su “Metodi per limitare gli effetti collaterali dei farmaci: “prodrugs” e “codrugs””

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