La terapia medica del distacco di retina: a cavallo tra utopia e realtà

Il progresso della medicina diventa riconoscibile quando la farmacologia si sostituisce alla terapia chirurgica. E’ accaduto, ad esempio, per la terapia dell’ulcera gastroduodenale, radicalmente modificata con l’introduzione degli anti H2, degli inibitori della pompa protonica e dei trattamenti antibiotici specifici. In oftalmologia una analoga trasformazione terapeutica è accaduta anche per glaucoma dove l’introduzione dei betabloccanti prima e delle prostaglandine poi, hanno radicalmente trasformato l’approccio terapeutico della malattia relegando la chirurgia ad un ruolo marginale, limitato ad alcuni particolari casi clinici.

Esistano però patologie la cui natura sembra rendere impossibile un approccio farmacologico: una di queste patologie è il distacco di retina.

Ma i progressi della medicina portano con il tempo a considerare le malattie diversamente da come potevano sembrare a precedenti osservazioni. Vediamo perché.

La raccolta di liquido nella spazio sottoretinico è la caratteristica comune a tutte le forme cliniche di distacco di retina: facilitare farmacologicamente il richiamo di fluidi da questo spazio può essere utile per ottenere una riadesione della retina distaccata

La stimolazione del RPE per sfuttarne l’azione di pompa rappresenta un potenziale approccio per trattare farmacologicamente il distacco di retina

Per ridurre l’accumulo di fluido sottoretinico associato ad alcune forme di edema maculare è stato proposto l’impiego di inibitori dell’anidrasi carbonica, ma con limitati successi clinici. Più recentemente è stato proposto il denufosol tetrasodico (noto anche come INS37217)denufosol

Denufosol è un agonista purinergico dei recettore P2Y2 sviluppato clinicamente per migliorare l’idratazione dell’alveolo polmonare che nei pazienti affetti da fibrosi cistica è compromessa a causa di un difetto genetico. La stimolazione del recettore P2Y2 aiuta a mantenere i polmoni iberi dal muco denso tipico della malattia e a ridurre il rischio di infezioni. Infatti, il recettore P2Y2 regola il meccanismo di fluidificazione del muco nel tratto respiratorio. Durante l’attivazione del recettore P2Y2, le cellule epiteliali ciliate liberano sale e acqua idratando le secrezioni. Inoltre, l’attivazione del recettore P2Y2 induce il rilascio di sostanze sostanze tensioattive, che mantengono la bassa la tensione superficiale delle più piccole vie aeree periferiche e ne impediscono il collasso.

La capacità di mobilizzare fluidi ed elettroliti è alla base del razionale di impiego del denufosol nelle patologie retiniche associate ad accumulo patologico di fluido sottoretinico, quali distacco di retina, edema maculare cistoide, edema maculare del diabetico ecc., in accordo con lo schema rappresentato nella figuradefunosol2 (tratta da Maminishkis A et al, Invest Ophthalmol Vis Sci. 2002;43:3555–66) . Defunosol attiva i recettori P2Y2 accoppiati a proteina G e genera la produzione di inositolotrifosfato (IP3). A questa stimolazione segue l’efflusso di Ca++ dai depositi intracitoplasmatici che determina un movimento di ioni (Cl-, K+ e Na+) in direzione dall’apice verso la membrana baso-cellulare e, in definitiva, un riassorbimento di fluidi dallo spazio sottoretinico (apicale)

In queste situazioni cliniche la via di somministrazione è quella intravitreale. Denufosol stimolando la funzione di pompa del RPE e ha indotto la risoluzione di distacchi di retina indotti sperimentalmente in alcuni modelli animali.

Al momento, però, Denufosol è fermo da alcuni in fase II di sviluppo clinico. Quindi, ad oggi, la terapia del distacco di retina è chirurgica e tale rimarrà ancora per parecchio tempo. Tuttavia all’orizzonte appaiono prospettive che lasciano intravedere potenzialità finora inattese: la terapia medica del distacco di retina non è ancora possibile, ma almeno appare meno assurda e irrealizzabile di come poteva apparire qualche anno fa.

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