Che fine ha fatto il diquafosol?

Le cellule mucipare della congiuntiva partecipano alla formazione del glicocalice, la struttura che permette l’adesione del film lacrimale sulla superficie degli epiteli. Il glicocalice è composto da varie forme di mucina: MUC1, MUC2 , MUC4 e MUC5AC, la principale componente, mentre la MUC7 si trova disciolta nello strato acquoso.

I secretagoghi sono sostanze capaci di incrementare la secrezione ghiandolare. Esistono vari agenti secretagoghi, da quelli attivi sulla secrezione di insulina (per es. le sulfoniluree), a quelli attivi sulle ghiandole esocrine, come le ghiandole salivari e la ghiandola lacrimale principale (per es. pilocarpina). Per quanto riguarda la secrezione lacrimale, oltre alla pilocaprina, poco  utilizzata in terapia per i marcati effetti indesiderati sistemici,  esiste un altro agente secretagogo che incrementa il volume del film lacrimale: il diquafosol (Inspire Pharmaceuticals)

duquafosolDiquafosol è un dinucleotide composto dall’unione di due uridin-difosfati (UDP) mediante un legame estere tra i due pirofosfati.  Agisce mediante la stimolazione dei recettori purinergici P2Y2 presenti a sulle membrane delle cellule epiteliali: viene indotto in tal modo un aumento del flusso extracellulare di ioni Cl- e, conseguentemente, acqua. Inoltre diquafosol stimolando anche la produzione di MUC5AC da parte delle cellule caliciformi della congiuntiva, svolge un’azione protettiva sugli epiteli e stabilizza il film lacrimale.

Lo sviluppo clinico del diquafosol è stato piuttosto travagliato. Comparso sulla scena dei principali congressi scientifici sul finire degli anni 90 (con la sigla IN365) ed indicato come una rivoluzione nel trattamento dell’occhio secco, a distanza di oltre 10 anni non ha ancora terminato il suo sviluppo clinico. Infatti, dopo aver rapidamente superato le fasi I e II, è stato sottoposto alla verifica di ben 4 studi di fase III, per un arruolamento complessivo di circa 2000 pazienti, ottenendo risultanti discordanti che non hanno garantito l’approvazione da parte della FDA, per mancanza di chiare evidenze di efficacia. Nel gennaio del 2009 è iniziato un quinto studio di fase III che prevede l’arruolamento di ulteriori 450 soggetti.

Pur se supportato da un interessante razionale, il sospetto che diquafosol sia di scarsa efficacia nella terapia dell’occhio secco è abbastanza fondato. Inoltre, gli attuali orientamenti terapeutici sulla malattia si stanno indirizzando sempre di più verso il controllo del processo infiammatorio, che è alla base del circolo vizioso che sostiene la malattia.

Se mai giungerà nelle farmacie, diquafosol verrà venduto con il brandname Prolacria, alla concentrazione del 2%

Annunci

2 pensieri riguardo “Che fine ha fatto il diquafosol?”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...