I vasocostrittori: il pericolo del loro abuso

Se esistono specialità da banco (detti anche farmaci OTC, over-the-counter) pericolose per la salute degli occhi, queste sono i colliri decongestionanti  a base di vasocostrittori. La loro potenziale tossicità non è tanto dovuta agli effetti sistemici, abbastanza rari, casi sporadici limitati ai bambini o agli anziani, quanto agli effetti deleteri che determinano sulla superficie oculare a seguito di un uso prolungato. E’ diventato molto frequente osservare congiuntiviti vasomotorie, di complicata risoluzione clinica, esteticamente brutte, determinate dall’abuso di vasocostrittori.

Tutto ciò è favorito dalla scarsa consapevolezza dell’utilizzatore, che crede erroneamente di “curare” e “proteggere” i suoi occhi con un collirio che li rende bianchi, quindi sani. E’ vero che le indicazioni contenute nel foglietto illustrativo riportano di non usare il prodotto per più di 4 giorni: ma quanti sono i pazienti che leggono con attenzione il foglietto illustrativo? E quale valore può avere un informazione contenuta su un documento chiamato “bugiardino”? Tutto questo accade mentre i mass media propongono messaggi pubblicitari fuorvianti che spingono all’utilizzo di tali prodotti, caratterizzandoli come medicine “per chi si prende cura della salute e della protezione dei propri occhi”.

Infine, molto contribuisce anche la mediocre attività di controllo da parte delle autorità competenti su un problema per lo più ignorato, volontariamente o no, comunque ignorato.

Le situazioni cliniche in cui è utile un vasocostrittore dovrebbero essere valutate solo dallo specialista; infatti, l’effetto “sbiancante” di questi prodotti, altera un sintomo importante di molte e differenti patologie oculari, l’ “occhio rosso”, sintomo che dovrebbe essere sottoposto all’attenta valutazione diagnostica differenziale di un oftalmologo. articoloAutomedicazione in questi casi vuol dire solo inutile esposizione del paziente ad evitabili rischi.

Purtroppo, come spesso accade, le scelte regolatorie sono influenzate dalle dimensioni economiche del mercato che coinvolge questi prodotti OTC. Infatti, come semplice curiosità statistica, il solo Imidazyl (Recordati) vende annualmente quasi 2 milioni di unità, rappresentando il prodotto leader dell’intero segmento S1G (colliri antiallergici).

Per chi fosse ancora scettico, legga questo articolo pubblicato sulla nota rivista americana Archives of Ophthalmology. Nel prossimo post parlerò ancora di vasocostrittori, per meglio definirli dal punto di vista farmacologico.

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3 pensieri su “I vasocostrittori: il pericolo del loro abuso”

  1. Cara Bruna,
    E’ assolutamente impossibile. Nel suo caso il cambiamento cromatico è probabilmente attribuibile ad un processo di atrofia iridea, conseguente alla chirurgica vitreoretinica e agli interventi ciclodistruttivi a cui è stata sottoposta.

  2. i colliri vasocostrittori come l’Himidazil ed altri colliri come Lotemax oppure i colliri per la pressione oculare alta, come il Cosopt, possono provocare cambiamento di colore dell’iride? Ossia, io ho fatto l’endociclofotocoagulazione per un glaucoma secondario da olio di silicone e sono quattro mesi che metto Lotemax, Cosopt e qualche volta Himidazil, ora l’iride da castano scuro è diventata grigio chiaro o celeste chiaro. E’ possibile che siano stati i colliri? Soprattutto Himidazil che lo uso pertogliere il rossore all’occhio che è molto infiammato per sopraggiunti neo vasi? Grazie

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