Approccio terapeutico alle allergie di tipo I

Le allergie di tipo I ovvero mediate da IgE, interessano la superficie oculare con un’elevata incidenza: si ritiene che quasi la metà delle manifestazioni allergiche determini sintomi a carico della superficie oculare e che in 1 caso su 5, la sintomatologia oculare sia quella prevalente.

La tipica forma oculare delle reazioni di tipo I è la congiuntivite allergica stagionale, detta anche oculorinite (o rinocongiuntivite) allergica o pollinosi.

La figura illustra i possibili siti di attacco farmacologico per limitare, prevenire o curare una congiuntivite allergica stagionale.terapia-allergie

I farmaci che aumentano la concentrazione intracellulare di AMPc, per via diretta (adrenergici quali epinefrina e isoprenalina) o indiretta (quali aminofillina e teofillina che inibiscono le fosfodiesterasi) diminuiscono il rilascio di istamina. I cromoni (per cromoglicato) prevengono la degranulazione mastociataria stabilizzando le membrane lisosomiali e inibendo le fosfodiesterasi.

I corticosteroidi stabilizzano le membrane lisosomiali e limitano la reazione infiammatoria periferica. Antistaminici (anti-H1), vasocostrittori e FANS contrastano gli effetti infiammatori periferici con meccanismi d’azione che possono essere complementari.

Di seguito è riportato lo schema per un corretto trattamento delle razioni allergiche di I tipo della superficie oculare.

terapia-allergie-tipo-i

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7 pensieri riguardo “Approccio terapeutico alle allergie di tipo I”

  1. Cara Patrizia,
    Ovviamente non è possibile fare una diagnosi sulla base della sola descrizione dei sintomi. Posso solo avanzare alcune ipotesi.
    1- la lacrimazione indotta da stimoli emozionali non ha funzione lubrificante. Anzi, tende a lavare la superficie oculare diluendo il film lacrimale fisiologico che la protegge. Se il suo film lacrimale è instabile, la lacrimazione del pianto potrebbe evidenziare una condizione di “occhio secco” (in questo caso per occhio secco non si intende una scarsa lacrimazione, ma una cattiva qualità nella composizione del film lacrimale)
    2 – la lacrimazione favorisce il contatto della superficie oculare con residui di trucco, o con altre sostanze depositate sulla ciglia o sulla cute palpebrale, che le provocano una reazione allergica
    Come trattamento una lacrima artificiale che migliori la stabilità del film lacrimale oppure un antiallergico potrebbero risolvere il suo problema. Oppure potrebbe essere necessario utilizzare un cosmetico ipo-allergenico, o non utilizzarne affatto. Tutto questo lo può giudicare e stabilire un oculista di sua fiducia.
    Rimane una terza possibilità: lo stimolo emozionale evoca una risposta vasomotoria esuberante della cute e dei tessuti perioculari su base costituzionale. In questo caso il problema medico è irrilevante, ma dal punto di vista estetico non ci si può far nulla, se non provare qualche impacco emolliente e refrigerante.

  2. Buongiorno inanzitutto , ho un problema da quando sono ragazzina ad oggi e mi fa stare male, per il fatto che quando piango all’indomani mi ritrovo talmente gonfia gli occhi che non riesco neppure ad aprirli e questo quando piango , ma se per caso verso solo una lacrima anche di gioia mi ritrovo gonfia anche se molto meno.
    Ho chiesto al dottore ma non mi ha quasi ascoltato ha detto non è nulla , ma io non posso nemmeno permettermi di piangere e sfogarmi se no all’indomani sono un mostro.
    La ringrazio e spero di avere una sua risposta.

  3. L’intolleranza alle lacrime artificiali non è provocata dal mucomimetico in esse contenute, sostanze normalmente biocompatibili, ma dai conservanti o da eventuali impurezze presenti nella formulazione. La soluzione è utilizzare i colliri monodose. Nei rarissimi casi di intolleranza al mucomimetico, si può ovviare instillando frequentemente durante il giorno una soluzione salina bilanciata sterile del tipo comunemente utilizzato per le fleboclisi. Se l’occhio secco è particolarmente grave, sotto sorveglianza e approvazione del suo oculista, può utilizzare per brevi periodi un corticosteroide (sempre in monodose) oppure un collirio estemporaneo di autosiero.

  4. Soffro di occhio secco e ho intolleranza a colliri e lacrime artificiali . Il problema gravissimo è dato dalle reazioni che mi producono le lacrime artifiaciali, dato che mi sono indispensabili . Dopo le prime somministrazioni , in genere ben tollerate , sensibilizzo al farmaco e gli occhi reagiscono con prurito e/o bruciore o dolore . Talvolta quaesti sintomi oculari sono associati a rinorrea e leggero mal di gola . Altre volte la reazione interessa le palpebre che si arrossano e si gonfiano .
    Cosa fare? Ho necessiotà assoluta di mettere una lacrima artificiale , specie di notte con secchezza assoluta .
    Per quanto tempo dovrei provare la lacrima sino ad allontanarla ? Posso provarne subito dopo un’altra ?

  5. Caro Vincenzo, l’associazione tra glaucoma e disturbi dell’umore, quali ansia e depressione, è molto frequente ed il trattamento non va sottovalutato, al fine di garantire una buona qualità della vita, parametro importantissimo in tutte le patologie croniche, incluso il glaucoma. Non vedo nel suo caso controindicazioni al trattamento farmacologico con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (escitalopram va benissimo, in alternativa può usare fluoxetina, sempre previo parere dello specialista neurologo). Quindi, può senz’altro riprendere la sua terapia abituale, dopo, però, aver verificato quanto segue:
    1) l’eventuale interazione con i betabloccanti (Cosopt contiene timololo) che potrebbe indurre un’interferenza con la funzione contrattile di alcuni sfinteri muscolari. Se non ha mai avuto problemi di transito intestinale o di ritenzione urinaria, non dovrebbe preoccuparsi di questo rischio.
    2) la predisposizione ad attacchi acuti di glaucoma, che può svilupparsi solo in individui con angolo iridocorneale occludibile. L’ampiezza degli angoli può variare con l’età: il suo oculista può verificare il rischio di occlusione con una semplice gonioscopia.
    Per quanto riguarda la terapia antiallergica, gli antistaminici di II e III generazione non determinano alcun rischio nel paziente glaucomatoso e possono tranquillamente essere assunti, sia per via sistemica che per via topica oculare o nasale. Infatti, i loro effetti anticolinergici, pericolosi solo per chi ha l’angolo stretto, sono praticamente assenti.
    In conclusione, ritengo che, per come mi ha descritto il suo caso clinico, può tranquillamente curarsi sia l’allergia che i disturbi dell’umore, per vivere meglio ed in serenità.

  6. Buonsera.Da 1 anno sono in cura con cosopt e xalatan per ipertensione oculare; inoltro ho gli angoli leggermente stretti non occludibili. Ho sempre sofferto di allergie stagionali (rinorrea e congiuntivite) che con un antistiminico di nuova generazione (desloratidina)tenevo sotto controllo. En passant, soffro anche di disturbi d’ansia i cui disagi con escitalopram avevo quasi annullato. Il primo oculista che mi seguiva ha detto che detti farmaci non interferivano con i miei problemi oculari; poi ho dovuto cambiare oculista e questi, pur confermando diagnosi e terapia, mi ha avvertito che desloratidina ed escitalopram, anche se sono molecole di nuova generazione con meno effeti collaterali, sono comunque controindicati per la mia patologia oculare, e così li ho sospesi, ma ho passato due mesi orribili a causa dell’allergia di questa primavera e dell’ansia/depressione che è tornata a mordere. Vi sarei infinatamente grato di conoscere il vostro informato parere e, se lo ritenete opportuno, un eventuale semplice suggerimento da proporre all’oculista riguardo altri principi attivi, anche perché le mie ricerche personali mi hanno condotto in un vicolo cieco (la letteratura medica al riguardo non è univoca). Grazie.

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