Alimentazione e Glaucoma: le più recenti evidenze scientifiche

Anziché lasciarsi confondere dai fattucchieri telematici, improvvisati cerusici che popolano la rete e che diffondono come vere, curiosità e astrusi concetti male interpretati, se si vogliono avere informazioni attendibili su quali sono gli alimenti a cui un paziente glaucomatoso dovrebbe dare la precedenza, consiglio questa review pubblicata su Surv Ophthalmol. 2008;53:479-505.

In breve, ecco quali sono i suggerimenti alimentari,  basati sulle capacità di queste sostanze di ridurre lo stress ossidativo locale.

  • Composti polifenolici, sono contenuti in elevate quantità nel tea verde, nel vino rosso, nel cioccolato fondente
  • In particolare, la buccia dell’acino d’uva contiene resveratrolo, un polifenolo dotato di molte attività farmacologiche tra cui quella di inibire la sintesi di endotelina-1
  • Il caffè contiene 3-metil-1,2-ciclopentandione (MCP), sostanza capace di agire come scavenger del perossinitrito, prodotto dell’interazione dell’ossido nitrico con il superossido, dannoso per l’endotelio vascolare
  • Antocianosidi, contenuti in elevate quantità nel mirtillo, possiedono attività antiossidante e vasoprotettrici
  • Acido alfa-lipoico, ha attività antiossidante e insulinosimile, è contenuto negli spinaci, nel fegato bovino, nell’olio d’oliva
  • Ubichinone (CoQ10), possiede effetti antiossidanti e svolge un ruolo importante nelle reazioni mitocondriali di produzione di energia: si trova nella soia, nei cereali, nelle noci, negli spinaci, nel pesce, in particolare le sardine
  • Melatonina, che oltre a regolare alcune funzioni biologiche quali il ritmo sonno veglia, possiede una potente attività antiossidante: si trova nelle banane, nel riso, nelle noci
  • Infine tra gli antiossidante occorre ricordare l’estratto standardizzato di gingko biloba, che non è contenuto in alcun alimento ma è diffusissimo e molto impiegato come integratore alimentare

Per rispetto della scientificità a cui ho, all’inizio, fatto riferimento, occorre ricordare che non esistono prove di efficacia di queste sostanze nella prevenzione/protezione del danno da glaucoma (neurotticopatia), né saranno disponibili in un prossimo futuro, data la difficoltà di ottenere evidenze un campo così difficile e complesso. Il razionale di impiego nel glaucoma di qualsiasi supporto alimentare rimarrà quindi estrapolativo, ovvero dedotto dai dati sperimentali ottenuti in vitro e/o su modelli animali. A vantaggio di un loro impiego, però, rimane il fatto che queste sostanze male non fanno, tuttalpiù, non fanno nulla.

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