Glaucoma e pressione di perfusione

L’associazione tra glaucoma ad angolo aperto e ridotta pressione di perfusione (PP) è ampiamente documentata dalla letteratura scientifica. Nella figura viene schematizzata questa relazione.glaucoma-e-pp

Il problema clinico è dovuto al fatto che  non è possibile misurare con precisione il valore di questo importante parametro emodinamico, ma solo trarre deduzioni partendo dai valori della pressione arteriosa diastolica o, più correttamente, dalla pressione arteriosa media. Risulta quindi che valori di pressione arteriosa bassa, rappresentano uno dei più noti fattori di rischio per la malattia glaucomatosa.

Dietro a questa semplificazione si nascondono problemi fisiologici piuttosto complessi.

In accordo con la legge di Poiseuille, la PP è determinata dal prodotto del flusso ematico per le resistenze vascolari periferiche: quindi una riduzione della PP può essere dovuta ad una riduzione del flusso (fattore negativo per l’occhio glaucomatoso) oppure ad una riduzione delle resistenze (fattore positivo per l’occhio glaucomatoso).

Le resistenze periferiche, nei differenti distretti vascolari, possono essere sono suddivise, indicativamente, nel seguente modo:tabella-resistenze

La maggior parte della resistenza è, quindi, localizzata a livello arteriolare ed è a questo livello che si può e si deve agire farmacologicamente per aumentare il flusso ematico. Per chiarire con un esempio: aumentare la pressione arteriosa stimolando la contrazione arteriolare (per esempio con agenti simpaticomimetici) determina un aumento delle resistenze che può comportare una riduzione del flusso periferico a livello capillare, come riportato nella figura seguente.resistenze-arteriolari

La riduzione del flusso capillare è senza dubbio un fattore di rischio per la progressione del danno glaucomatoso. Se ne deduce che non necessariamente aumentare la pressione arteriosa è di beneficio per un paziente glaucomatoso, come non sempre è dannoso ridurla (ma mai al disotto dei limiti fisiologici).  Pertanto, in un paziente glaucomatoso, qualsiasi trattamento farmacologico comportante una variazione della pressione arteriosa dovrebbe essere valutato attentamente tenendo in considerazione queste premesse fisiologiche ed in particolare, la sua azione sulle resistenze periferiche.

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