Il sistema degli endocannabinoidi

Il sistema degli endocannabinoidi è stato identificato in seguito allo studio degli effetti del delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), il principale componente attivo della Cannabis. Questo sistema comprende recettori per i cannabinoidi (sia THC che cannabinoidi endogeni o endocannabinoidi) e gli enzimi che sintetizzano e catabolizzano gli endocannabinoidi.thc_anandamide

Recettori per gli endocannabinoidi, di cui si conoscono due tipi, denominati CB1 e CB2, sono stati identificati in molte regioni del cervello: corteccia, ippocampo, gangli basali, cervelletto, striato, amigdala e nucleo accumbens. I recettori CB1 sono presenti principalmente a livello dei terminali nervosi centrali e periferici, dove mediano l’inibizione del rilascio di vari neurotrasmettitori. I recettori CB2 sono principalmente espressi sulla superficie delle cellule immunitarie, dove modulano il rilascio di citochine e partecipano ai meccanismi che regolano la migrazione delle cellule immunocompetenti.

Gli endocannabinoidi partecipano alla risposta fisiologica dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene durante condizioni di stress e in particolari disturbi neuro-psichiatrici (per es. ansia, fobie, depressione ecc.). Più recentemente è stato ipotizzato un loro ruolo nella protezione contro fenomeni di neurotossicità e contro alcune forme comiziali.

Schematicamente, si ritiene che la modulazione farmacologica del sistema degli endocannabinoidi  possa avere le seguenti applicazioni:

a) Controllo del Dolore: recettori CB1 sono presenti sui terminali periferici dei neuroni primari afferenti che mediano sia il dolore neuropatico che quello non-neuropatico. Gli agonisti dei cannabinoidi potrebbero anche intervenire sul rilascio di endorfine.
b) Sclerosi multipla: alcuni studi clinici indicherebbero che i cannabinoidi sono utili sia nella riduzione degli spasmi, della spasticità e dei tremori che nell’antagonizzare la progressione della sclerosi multipla, riducendo la componente infiammatoria e promuovendo I processi di rimielinizzazione.
c) Neoplasie: esistono evidenze sperimentali che indicano un effetto dei cannabinoidi nell’inibizione della crescita delle cellule tumorali, mediante un effetto antiangiogenico e antiproliferativo.
d) Patologie gastro-intestinali: per un’azione antinfiammatoria e spasmilitica, utile dove le patologie siano caratterizzate dalla presenza di processi infiammatori o da diarrea.
e) Disordini mentali: recentemente è stato supposto che l’anandamide (endocannabinoide) abbia un ruolo protettivo nella schizofrenia.
f) Eccitotossicità: il kainato, una eccitotossina, aumenta i livelli di anandamide nell’ippocampo. E’ stato osservato che questa eccitotossina induce crisi epilettiche di maggiore gravità quando il recettore dei cannabinoidi è bloccato farmacologicamente.
g) Disordini cardiovascolari: recettori CB1 sono stati trovati nel tessuto miocardico, dove mediano un effetto inotropo negativo (bradicardia) e a livello vascolare, dove determinano vasodilatazione. Questi effetti sono alla base dell’azione ipotensiva arteriosa dell’anandamide
h) Malattie oculari: gli endocannabinoidi ed i recettori dei cannabinoidi potrebbero avere un ruolo nella regolazione della pressione intraoculare e comunque possiedono un effetto ipotensivo oculare. A livello retinico sono presenti recettori CB1 che potrebbero esercitare effetti neuroprotettivi. In particolare queste applicazioni farmacologiche saranno oggetto di mie prossime discussioni.

Annunci

Un pensiero su “Il sistema degli endocannabinoidi”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...