Trattamento della ambliopia: è sufficiente l’occlusione?

L’Ambliopia è una patologia con un impatto sociale importante sia in termini di deficit visivi che di costi sociali. Il suo trattamento è fondamentale, anche in considerazione del  fatto che, dal punto di vista statistico, il rischio di perdita di visus nell’occhio buono dei pazienti ambliopi è maggiore di quello della popolazione normale, aggravando in tal modo l’impatto sociale del problema

Il costo efficacia del trattamento dell’ambliopia è particolarmente favorevole in quanto i benefici, una volta ottenuti e stabilizzati, si mantengono per tutta la vita.

Il trattamento standard consolidato è l’occlusione/penalizzazione visiva, ovvero la riduzione dell’input visivo dell’occhio fissante per stimolare lo sviluppo della visione dell’occhio ambliope. Questo trattamento, è efficace, ma presenta alcuni limiti che giustificherebbero un intervento terapeutico aggiuntivo.

In primo luogo la compliance è un fattore limitante da non trascurare , soprattutto quando la profondità dell’ambliopia richiede tempi lunghi di trattamento.

Inoltre, l’occlusione/penalizzazione è gravata dalla tendenza alla perdita di efficacia nel breve periodo. Infatti fino al 50% dei benefici ottenuti vengono persi, se i risultati funzionali non sono stati resi stabili, prolungando il trattamento per un tempo sufficientemente lungo, dopo che si è registrato il miglioramento del visus.

Probabilmente la tendenza alla perdita di effetto è dovuta, almeno in parte, al fatto che l’occlusione/penalizzazione non affronta un altro importante aspetto della terapia dell’ambliopia, cioè la stimolazione diretta dell’occhio con il deficit visivo.

Oggi è noto che il mantenimento della plasticità delle sinapsi, fenomeno biologico alla base della risoluzione dell’ambliopia, dipende da una complessa sequenza di eventi a cui partecipano i recettori NMDA, fattori neurotrofici, ossido nitrico. Quindi una modulazione farmacologica di tale processo, anche se ancora non dimostrata clinicamente, è almeno possibile dal punto di vista teorico.

Il cardine terapeutico dell’occlusione, pertanto, rimane l’occlusione, che è un procedimento semplice, efficace e sicuro, se ben attuato. Però, un trattamento farmacologico complementare potrebbe rivelarsi molto utile per potenziarne gli effetti (riducendo così i problemi legati alla compliance) e per renderli più stabili nel tempo

Nel passato sono state seguite differenti strade. Alcune sono semplici curiosità storiche, quali la Stricnina, O2 , Acido Nicotinico, Priscol, altre invece, come la stimolazione dopaminergica con Levodopa, hanno effettivamente indotto miglioramenti del visus, ma l’impiego in età pediatrica.è stato impedito dagli effetti indesiderati, che rendevano sfavorevole il rapporto rischio/beneficio

Per il futuro, molte aspettative si stanno sviluppando intorno agli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) e al BDNF (brain derived neurotrophic factor): per adesso il loro uso è ancora in fase sperimentale preclinica.

Finora, i risultati clinici più interessanti, considerando efficacia e tollerabilità, sono quelli ottenuti con la Citicolina. Questo impiego della Citicolina sarà discusso del prossimo articolo.

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Un pensiero su “Trattamento della ambliopia: è sufficiente l’occlusione?”

  1. a mia figlia, quando aveva 6 anni e mezzo, durante una visita oculistica prescolare e stata diagnosticata l’ambliopia, dovuta ad una miopia importante di otto diottrie.
    nonostante i pareri contrari di molti oculisti abbiamo proceduto con l’occlusione totale dell’occhio interessato per due mesi e poi a scalare dell’arco di otto anni e nel frattempo usava occhiali e poi lenti a contatto.
    all’eta’ di 17 anni dopo numerose infezioni causate dalle lenti a contatto abbiamo optato per l’intervento di riduzione della miopia.
    il risultato ottenuto era un occhio che a livello fisico vedeva 9/10, ma la ragazza a livello neurologico continuava comunque a guardare con un occhio solo.
    sono passati ancora altri sette anni durante i quali ogni tanto mia figlia diceva di vedere due immagini, ma ai controlli risultava sempre mono oculare.
    adesso ha 24 anni e finalmente, durante l’ultima visita un mese fa, ha visto le ali della mosca, le stelle, l’elefante…. nel test di lang.
    guarda e vede con due occhi.
    mai arrendersi.
    con affetto a tutte le mamme che hanno un figlio come la mia.
    loretta

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