Ipotensivi arteriosi la sera: perché?

Voglio richiamare l’attenzione su una condotta medica molto diffusa, che ritengo particolarmente pericolosa per lo sviluppo di patologie neuro-oftalmologiche, in particolare per il glaucoma.

Mi riferisco alla incongrua abitudine di prescrivere farmaci ipotensivi arteriosi nelle ore serali, ovvero in prossimità della fisiologica riduzione della pressione arteriosa che avviene durante il sonno.

Profilo pressorio di un soggetto "dipper" con picchi ipertensivi diurni e marcata caduta della pressione arteriosa notturna
Profilo pressorio di un soggetto "dipper" con picchi ipertensivi diurni e marcata caduta della pressione arteriosa notturna

Questa condotta è potenzialmente lesiva per il nervo ottico, in quanto lo lascia esposto a crisi emodinamiche da ipoperfusione, ed infatti mi è capitato più volte di osservare un peggioramento perimetrico o la comparsa di emorragie a fiamma sulla papilla ottica in pazienti che assumevano un ipotensivo nelle ore serali. Senza considerare che anche dal lato cognitivo, questi pazienti non brillano per prestazioni, lasciando ipotizzare un’influenza negativa anche sul piano neurologico

Dal punto di vista fisiologico, questa condotta prescrittiva è un vero controsenso. Infatti:

  1. nelle ore notturne avviene una caduta della pressione arteriosa, che entro certi limiti è fisiologica, ma che può facilmente essere amplificata in modo iatrogeno, fino ad avvicinare valori di rischio per la perfusione oculare
  2. l’effetto farmacologico degli anti-ipertensivi arteriosi non è controllabile durante la notte. Per il paziente è come fare un salto nel buio
  3. esistono soggetti dippers (ovvero, individui con una pronunciata caduta della pressione arteriosa notturna) che sono già a rischio di glaucoma, figuriamoci se assumessero farmaci ipotensivi la sera.
  4. La somministrazione serale, addirittura, viene consigliata per gli alfa-bloccanti, in quanto possono dare stanchezza, astenia se presi durante il giorno. Se danno astenia, un motivo ci sarà: prenderli la sera serve solo a nascondere un effetto indesiderato con lo scopo di evitare fastidiose lamentele dei pazienti, che rimangono “tranquillamente” esposti ai pericoli che questa condotta può originare

Ovviamente, la medicina non è una scienza esatta, quindi le affermazioni assolutistiche non valgono e non possono essere accettate. Senza dubbio, esistono situazioni cliniche in qui può essere giustificato somministrare ipotensivi arteriosi nelle ore serali:  ad esempio nei soggetti  “non dippers” , individui la cui pressione arteriosa non si riduce durante il sonno e che pertanto sono  considerati ipertesi a rischio di sviluppare danni d’organo. Questa scelta terapeutica dovrebbe, comunque,  essere attentamente monitorizzata con esami Holter ed esami del campo visivo ripetuti peridicamente, consigli che solo raramente mi è capitato di sentire da parte di quei medici che normalmente trattano la patologia ipertensiva.

La mia “crociata” contro un’abitudine che considero illogica, non finirà qui. Prima o poi riuscirò svegliare le coscienze di qualche medico poco attento e di qualche cardiologo un pò “miope”, che per preservare la funzione del muscolo cardiaco, trascura le esigenze metaboliche di tessuti più nobili.

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2 pensieri su “Ipotensivi arteriosi la sera: perché?”

  1. Molto interessante davvero, ora capisco il perché mi prescrissero questi farmaci per il pomeriggio ma io prendendoli per comodità dopo cena, ora dopo anni di formicolamenti aggravati forse anche dall’età, mi ritrovo su questo Sito a cercare suggerimenti !! Bravi anche perché la mia pressione oculare sinistra e’ quasi a 16… cosi (millibar?)

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