Gli anti-VEGF

L’angiogenesi è un processo biologico molto complesso e non è mio proposito descriverlo nei dettagli in questo articolo. Vorrei soltanto sottolineare alcuni punti per evidenziare le differenze esistenti tra gli inibitori del Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF) disponibili per il trattamento delle neovascolarizzazioni retiniche.

Attualmente, sono tre i farmaci utilizzabili in oftalmologia : Bevacizumab (Avastin, Roche), Ranibizumab (Lucentis, Novartis) e Pegaptanib (Macugen, Pfizer). I vari Sorafenib, Sunitinib, Vatalanib (inibitori della tirosina chinasi), non hanno ancora un impiego in questo settore.

Bevacizumab è un anticorpo monoclonale che, legandosi al fattore di crescita delle cellule endoteliali vascolari (VEGF), promotore chiave della vasculogenesi e dell’angiogenesi, impedisce a quest’ultimo di legarsi ai suoi recettori, Flt-1 (VEGFR-1) e KDR (VEGFR-2), sulla superficie delle cellule endoteliali (vedi figura).  vegf

Bevacizumab non ha indicazioni oftalmiche (uso off-label) ma il suo impiego  è supportato da una ricca letteratura, che ne documenta efficacia e tollerabilità,  e da un parere favorevole dell’AIFA che ne supporta l’uso nel trattamento delle maculopatie essudative e del glaucoma neovascolare, come espressamente riportato in questo aggiornamento pubblicato dalla Società Oftalmologica Italiana

Ranibizumab è un frammento di un anticorpo monoclonale umanizzato prodotto nelle cellule di Escherichia coli mediante tecnologia da DNA ricombinante diretto contro il fattore di crescita endoteliale vascolare umano A (VEGF-A). Esso si lega con un’elevata affinità alle isoforme del VEGF-A (per es. VEGF110, VEGF121 e VEGF165), prevenendo così il legame del VEGF-A ai suoi recettori Flt-1 (VEGFR-1) e KDR (VEGFR-2).

Risultati degli studi MARINA e ANCHOR
Risultati degli studi MARINA e ANCHOR

Pegaptanib è un oligonucleotide peghilato modificato che si lega con elevata specificità ed affinità al Fattore di Crescita Vascolare Endoteliale extracellulare (VEGF165) inibendone l’attività. Il VEGF165 è la isoforma preferibilmente coinvolta nella neovascolarizazione oculare patologica. L’inibizione selettiva negli animali trattati con pegaptanib ha dimostrato la stessa efficacia dei pan-VEGF nel sopprimere la neovascolarizzazione patologica, mentre contrariamente ai pan-VEGF, non ha indotto evidenti effetti sulla vascolarizzazione normale. Per questo, il profilo di tollerabilità sistemica del pegaptanib appare migliore rispetto a quello degli altri pan-VEGF. Occorre osservare, tuttavia, che sulla base di quanto mostrato dai principali studi clinici, Pegaptanib sembrerebbe essere leggermente meno efficace di Ranibizumab

Efficacia di Pegaptanib (Macugen) e Ranibizumab (Lucentis) a confronto
Efficacia di Pegaptanib (Macugen) e Ranibizumab (Lucentis) a confronto

Inoltre, nella scelta,  è necessario considerare anche il costo individuale della terapia. Esistono infatti enormi differenze, come riportato nella figura seguente (fonte BIF, 2007):

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IN CONCLUSIONE

  • Maggiore efficacia:   Ranibizumab e Bevacizumab
  • Maggiore sicurezza:   Pegaptanib
  • Minor costo:   Bevacizumab
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