Le segnalazioni spontanee di reazioni avverse in oftalmologia

La segnalazione spontanea di reazioni avverse costituisce la fonte principale di informazioni che le Autorità Sanitarie hanno per monitorizzare il rischio associato all’impiego dei farmaci e, quindi garantire una migliore sicurezza dei trattamenti farmacologici. Per funzionare correttamente, un sistema basato sulla segnalazione volontaria rende necessaria l’attiva partecipazione di tutti i medici, che sono chiamati a segnalare gli eventi clinici che siano sospettati essere una reazione avversa da farmaco (ADR).

Nel segnalare una ADR, il medico non deve chiedersi se la reazione sospettata sia sicuramente attribuibile al farmaco, poiché il sistema è stato creato per integrare le diverse segnalazioni e generare allarmi dalla valutazione di più rapporti provenienti da differenti fonti. Pertanto si chiede di segnalare una sospetta ADR, nella consapevolezza che il sospetto non è una dimostrazione della relazione causa-effetto.

Ovviamente, al medico non è richiesto segnalare qualsiasi ADR, ma deve obbligatoriamente segnalare:

  1. sospette reazioni a farmaci che sono stati introdotti da poco sul mercato
  2. sospette reazioni gravi a farmaci (ovvero che abbiano determinato il decesso del paziente, abbiano messo in pericolo la vita del paziente, abbiano determinato disabilità oppure abbiano prolungato l’ospedalizzazione)
  3. sospette reazioni non note (ovvero non indicate nella scheda tecnica del farmaco)
  4. anomalie congenite
  5. sospette reazioni ai vaccini

In Italia questo processo è molto trascurato. Anche se negli ultimi 10 anni, la frequenza di segnalazioni è notevolmente aumentata, passando da 50 per milione di abitanti nel 1995, fino a raggiungere la quota di 165 per milione di abitanti nel 2007, resta sempre abbondantemente inferiore a al valore ottimale definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanita, ovvero 300 per milione di abitanti, e comunque inferiore alla media degli altri stati membri dell’Unione Europea. Particolarmente bassa è la partecipazione degli specialisti, che corrisponde solo al 12% della quota di segnalazione. In campo oftalmologico, la situazione è ancora più deficitaria, rapprensentando meno del 1% di tutte le segnalazioni.

Partecipare attivamente al sistema di farmacovigilanza nazionale è un obbligo per ciascun medico che non richiede particolare impegno. Basta compilare la scheda, scaricabile dal sito dell’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) e inviarla al responsabile della ASL di competenza. Una maggiore partecipazione migliorerebbe la sicurezza dei trattamenti e arricchirebbe le nostre conoscenze generali sui farmaci.

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1 commento su “Le segnalazioni spontanee di reazioni avverse in oftalmologia”

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