Gli antiossidanti nella prevenzione della degenerazione maculare senile

L’AREDS è uno studio clinico multicentrico, che dura da più di 7 anni, condotto su un totale di oltre 4700 pazienti, sponsorizzato dal National Eye Institute (NEI) un dipartimento del National Institute of Health (NIH).

Lo studio è stato disegnato con le seguenti finalità:

  1. determinare la storia naturale ed i fattori di rischio associati alla degenerazione maculare senile (Age-Related Macular Degeneration, AMD)
  2. determinare gli effetti dell’assunzione di alte dosi di antiossidanti (vitamina C, E, Beta-carotene) e zinco sullo sviluppo e la progressione della cataratta e dell’AMD.

Lo studio era di tipo multicentrico con disegno prospettico in doppio mascheramento, per ulteriori dettagli si rimanda al sito del NEI. I criteri di arruolamento dei pazienti prevedevano la presenza drusen piccole disseminate, drusen medie e larghe, anormalità pigmentarie in 1 o 2 occhi, AMD avanzata o cecità dovuta ad AMD in un occhio. I cristallini di ciascun paziente dovevano essere sufficientemente trasparenti da permettere buone fotografie del fondo dell’occhio.

Sulla base di questi criteri gli individui arruolati sono stati divisi nelle seguenti categorie.

  • Categoria 1 : poche o nessuna drusen; nessuna diagnosi di AMD
  • Categoria 2 : molte piccole drusen o alcune medie; AMD precoce
  • Categoria 3 : molte medie o poche grandi drusen; AMD di media gravità
  • Categoria 4 : AMD allo stato avanzato con atrofia geografica o neovascolarizzazione subretinica.

I partecipanti allo studio appartenenti alle Categorie 2, 3 e 4 erano suddivisi, per ciascuna categoria, nei seguenti 4 gruppi di trattamento:

  • Gruppo 1 – Vitamina C, 500 mg; Vitamina E, 400 IU; beta carotene, 15 mg.
  • Gruppo 2 – Zn (come ZnO2) 80 mg e Cu (come CuO2) 2 mg.
  • Gruppo 3 – Vitamina C, 500 mg; Vitamina E, 400 IU; beta carotene, 15 mg; Zn (come ZnO2) 80 mg e Cu (come CuO2) 2mg.
  • Gruppo 4 – Placebo

I partecipanti allo studio appartenenti alla Categoria 1 (basso rischio di sviluppare AMD) erano suddivisi solo per trattamento con antiossidanti (Gruppo 1) o placebo (Gruppo 4). I Parametri utilizzati per verificare l’efficacia del trattamento erano la documentazione fotografica della progressione o della stabilità dell’AMD e le vaziazioni dell’acutezza visiva. Il follow-up medio dei 3640 individui inclusi nello studio sull’evoluzione della AMD (età compresa tra 55e 80 anni) è stato di 6,3 anni.

I risultati riguardanti gli effetti terapeutici degli antiossidanti e dello zinco hanno dimostrato che nei pazienti con AMD di media gravità o avanzato trattati con:

  • antiossidanti + Zn vi è stata una diminuzione di circa il 25%, statisticamente significativa, del rischio di progressione della malattia. Il rischio della perdita di visione centrale è risultato ridotto del 19%.
  • Zn solamente vi è una diminuzione del rischio di progressione del 21% e del rischio di perdita di visione del 11%
  • Antiossidanti solamente vi è una diminuzione del rischio di progressione del 17% e del rischio di perdita di visione del 10%

Non si sono riscontrati in alcun gruppo di trattamento effetti sulla progressione della formazione della cataratta. Non sono stati registrati reazioni avverse importanti.

In conclusione, i risultati nel loro insieme dimostrano l’efficacia terapeutica della somministrazione di alte dosi di antiossidanti e zinco nell’AMD di media gravità o avanzata (è interessante notare che in studi clinici riguardanti l’efficacia di supplementazioni alimentari simili nella prevenzione di vari tipi di tumore, ictus e malattie cardiovascolari non si sono ottenuti risultati positivi).

Poiché le dosi di antiossidanti o zinco usate nello studio non sono raggiungibili con la sola dieta, è importante suggerire ai pazienti con AMD l’assunzione di idonei integratori.

Gli antiossidanti utilizzati nello studio erano stati prescelti principalmente sulla base delle facilità della loro reperibilità al tempo dell’inizio dello studio. Attualmente è possibile reperire con la stessa facilità altri antiossidanti probabilmente più efficaci.

In conclusione l’integrazione alimentare con antiossidanti sembra rappresentare un utile, anche se non risolutivo, strumento per ridurre il rischio di progressione nell’AMD.

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5 pensieri su “Gli antiossidanti nella prevenzione della degenerazione maculare senile”

  1. Caro Claudio,
    non è sufficiente la visita di un ortottico per una corretta diagnosi di degenerazione maculare senile, ma occorre un videat completo eseguito da un medico specialista.
    Gli esami più importanti da eseguire in un caso come il suo sono:
    I) attenta esplorazione del fondo oculare in biomicroscopia
    II) angiografia a fluorescenza
    III) angiografia con verde di indocianina
    IV) OCT
    Eseguiti tali esami sarà possibile formulare una diagnosi corretta e instaurare una terapia, se necessario.
    Senz’altro assumere antiossidanti in quantità opportune aiuta a prevenire l’insorgenza e il peggioramento di alcune forme di degenerazione maculare senile, pertanto le suggerisco comunque di iniziarli ad assumere con regolarità.
    Per quanto riguarda l’ipertensione, è noto che qualsiasi alterazione emodinamica e/o metabolica sono fattori di rischio che possono contribuire allo sviluppo di questa patologia, ma non possono essere considerati la causa.

  2. sono un uomo di 56 anni iperteso da 11 anni. Qualche tempo fa ho notato una certa distorsione delle linee rette ma nonho dato peso. Due giorni fa l’ho detto ad un mio amico ortottico che mi ha subito visitato e mi ha detto che è interessato un solo occhio. La vista è ottima,e sono in attesa di un nuovo esame. A quale dare la priorità, e se nel frattempo potrei prendere degli antiossidanti. Un’ultima domanda: è possibile che l’ipertensione sia stata la causa della patologia data la precocità della sintomstologia? Grazie molte

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