La “prevenzione” della vista: è una cosa seria?

La prevenzione è un atto medico-sanitario fondamentale in quanto si prefigge attuare o favorire una serie di interventi che evitino/riducano l’insorgere di una patologia.

La prevenzione è una cosa seria, quindi ne voglio parlare seriamente.

Periodicamente accade di sentir parlare, per mera finalità pubblicitaria, di “prevenzione della vista“. Lo fanno spesso alcuni punti vendita di ottici utilizzando messaggi promozionali veicolati dai mezzi di informazione.

Prevenire significa provvedere in anticipo, cercando di evitare qualcosa. Pertanto, dire di fare una prevenzione della vista è come affermare che si sta facendo qualcosa per facilitare la cecità: farebbe anche ridere, se non fosse un problema terribilmente serio.

E’ sgradevole ricordarlo, ma è anche accaduto che alcune note aziende farmaceutiche si siano prestate a sostenere le campagne di prevenzione della vista, non accorgendosi di fare la parte di chi sostiene qualcosa senza sapere cosa sia: pessima pubblicità per se stesse. Ed è accaduto anche che importanti quotidiani nazionali, confusi dalla loro grassa e strafottente ignoranza in materia medico-scientifica, sostenessero con loro articoli, campagne disinformative come queste.

E’ ovvio che il mio sfogo non è un semplice accanimento verso un errore linguistico. Lo sfogo è principalmente rivolto verso le Autorità Sanitarie che fanno nulla, assolutamente nulla, per impedire il passaggio di un messaggio tanto errato, foriero di disinformazione e potenzialmente pericoloso per la salute pubblica. Non è ammissibile che strutture commerciali dedicate alla vendita di occhiali e lenti a contatto abbiano le competenze per mettere in atto le complesse attività diagnostiche richieste da un piano di prevenzione (e quindi, anche e soprattutto di diagnosi precoce) delle malattie oculari.

Di conseguenza, è il cittadino che ci rimette: non tutelato da chi avrebbe il compito e il dovere di farlo, abbandonato invece nella pericolosa illusione di aver fatto qualcosa di utile per i propri occhi, mentre ha solo alimentato la propria incoscienza e con essa il rischio di ammalarsi veramente di qualche malattia che poteva essere facilmente riconosciuta in anticipo, se la visita di prevenzione fosse stata fatta da un medico specialista e non da un commerciante di occhiali.

Ma in fondo di cosa sto parlando? Nessuno ha mai affermato che queste campagne promozionali siano misure rivolte alla prevenzione delle malattie oculari. Sono, per loro stessa definizione, una “prevenzione della vista”, ovvero un provvedimento messo in atto per impedire il corretto funzionamento dell’apparato visivo. Ed è proprio questo il rischio che si fa correre alla popolazione permettendo la diffusione di un’informazione tanto ridicola e scorretta…

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