Terapia della cheratite da Acanthamoeba

L’acanthamoeba è un protista, un organismo unicellulare eucariota, appartenente al phylum delle amoebozoae ed è causa di infezioni corneali, rare ma potenzialmente devastanti.

Al momento non esiste ancora una terapia dimostrata come sicuramente efficace. Esistono vari proocolli terapeutici che prevedono la somministrazione combinata di antifungini (miconazolo o natamicina) e antibatterici (propamidina, polimixina-B, gramicidina, neomicina), ma sembrerebbe che la migliore risposta terapeutica venga esplicata dagli antisettici chimici.

In particolare sono stati proposti:

  • povidone ioduro 5%
  • clorexidina 0.02%
  • poliesametilenbiguanide (PHMB) 0.02-0.05%

Quest’ultima è stata recentemente designata “orphan drug” dalla Emea (l’ente regolatorio europeo), in quanto sembrerebbe la terapia più efficace. La somministrazione deve essere effettuata ogni 30-60 minuti per almeno 3 giorni, per poi proseguire la somministrazione riducendo la posologia a 4-6 volte/die sulla base della risposta clinica, monitorizzando con attenzione i possibili effetti tossici sulla superficie oculare.

L’associazione di PHMB e propamidina rappresenta il protocollo terapeutico più utilizzato negli Stati Uniti.

Annunci

2 pensieri su “Terapia della cheratite da Acanthamoeba”

  1. Caro Giacomo,
    Non sappiamo dirle se l’incidenza di infezioni da acanthamoeba sia sottostimata oppure no, ma rimane tutt’oggi, almeno in Italia, una patologia poco frequente e limitata a gruppi di soggetti a rischio (ad esempio i portatori di lenti a contatto). Proprio in ragione della sua bassa prevalenza, la diagnosi può presentare alcune difficoltà, soprattutto per quei medici oculisti che non si occupano in particolare di malattie della cornea e questo di per sé giustificherebbe un programma di sensibilizzazione. Comunque, a prescindere dai centri di eccellenza, particolarmente esperti in questo tipo di patologia, qualsiasi centro universitario è in grado di espletare le procedure per diagnosticare questo tipo di infezione in tempi ragionevolmente rapidi ed instaurare un’appropriata terapia.

  2. Sicuramente è sottostimata come forma di malattia, vari, molti x nn dire un’altissima percentuale di oculisti nn sanno diagnosticarla, eppure negli ultimi anni vi è stata una notevole impennata del famelico “parassita”. Possibile che pochissimi centri universitari sono in grado di effettuare una diagnosi precoce x risolvere in celere tempo la grave problematica? . Giacomo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...