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Sono, purtroppo, estremamente intesessato all’articolo riguardante la prevenzione/cura dellìAMD. Età, 63; os colpito nel 2001 e trattato con 5 PDT ; od colpito nel 2002 trattatoi con due interventi di laser diretti.
Ho copiato l’articolo ed ho chiesto alle tre farmacie della mia cittè – Trieste – se erano in grado di prepararmi come galenico gli antiossidanti. Due hanno risposto subito di no, il terzo dopo due giorni mni ha risposto che era forse in grado vincolando però la produzione as un minimo di 1000 compresse ed ad un costo imprecisato….
Esiste in Italia qualcuno che potrebbe aiutarmi ??
Ringrazio, comunque
Gianni Bua
Caro Gianni,
Innanzitutto, mi permetta di precisare, per evitare ingiustificate illusioni, che l’assunzione di antiossidanti può essere efficace per prevenire la AMD, non per trattare le forme conclamate. Il trattamento della AMD, finalizzato più ad arrestare la progressione della malattia che a ripristinare la funzione visiva compromessa, si basa su procedure laser (come è già avvenuto nel suo caso) ed, eventualmente, sulla somministrazione intravitreale di inibitori del VEGF. Consulti il suo oculista per sapere se questa possibilità terapeutica è applicabile alla sua condizione clinica.
Tornando alla sua domanda, esiste un integratore commercializzato da Bausch & Lomb con il nome di Ocuvite Preservision AREDS Formula che contiene esattamente gli stessi antiossidanti utilizzati nello studio AREDS (ovvero Beta-carotene, Vit. E, Vit C, Zinco e Selenio). Va assunto alla posologia di 4-5 cps al dì, per raggiungere la medesima quantità di antiossidanti utilizzata nello studio AREDS. Può ordinare e acquistare il prodotto in una qualsiasi farmacia italiana.
Sono un collega oculista,
ho letto l’articolo inerente la preparazione estemporanea di un collirio a base di ciclosporina -A al 2%. In base alla procedura di preparazione descritta, la concentrazione della ciclosporina-A nel flacone di Sandimmun è al 10% ? Faccio questa domanda per sapere come procedere nella eventuale preparazione di una diversa concentrazione del collirio (es. al 1 % o allo 0.05%).
Si, Sandimmun soluzione orale contiene 100 mg per ml, quindi è una soluzione al 10%.
Comunque, molto semplicemente, per preparare una soluzione all’1%:
- prelevare la metà di principio attivo (4 ml anziché 8 ml)
- lasciare invariata la quantità di solvente (32 ml)
- il volume totale della soluzione ottenuta sarà di 36 ml, per cui occorrerà versare 7.2 ml in ciascuno dei 5 flaconi.
Per preparare una soluzione allo 0.5%:
- prelevare un quarto di principio attivo (2 ml anziché 8 ml)
- lasciare invariata la quantità di solvente (32 ml)
- il volume totale della soluzione ottenuta sarà di 34 ml, per cui occorrerà versare 6,8 ml in ciascuno dei 5 flaconi.
Buongiorno Dottore,
a mio padre hanno dato da assumere le pastiglie di VISIMAST da 300 mg per un “sospettabile” glaucoma che peraltro non avrebbe secondo altri pareri di dottori. Hanno passato l’assunzione come una sperimentazione che non “dovrebbe avere” effetti collaterali ma si sono tolti la responsabilità facendogli firmare un documento nel caso dovesse avere insospettate ripercussioni
Le chiedo cosa deve fare visto che non è neanche appurata la certezza che si tratti davvero di glaucoma; inoltre è vero che non ha assolutamente effetti collaterali? in quale caso si può provare ad assumere? Mio padre ha perso la vista solo dalla metà in giù dell’occhio sinistro e mentre faceva uno sforzo muscolare senza regressioni e neanche progressioni.
Mi sa dare qualche consiglio in merito?
Grazie mille.
Cara Cinzia, ciò che hanno fatto firmare a suo padre è un modulo di consenso informato, ovvero un documento indispensabile per partecipare a qualsiasi trial clinico. Questo documento tutela i diritti di suo padre ad avere un’informazione esaustiva e corretta sul prodotto che gli è stato prescritto, mentre non limita in alcun modo le responsabilità dello sperimentatore in caso di complicanze. Inoltre, se effettivamente si tratta di una sperimentazione, suo padre ha diritto alla fornitura gratuita del prodotto e ad una copertura assicurativa pagata dalla azienda farmaceutica che sponsorizza la sperimentazione. Precisato questo, ritengo che il problema principale, a prescindere dalla tipologia del difetto campimetrico, è nel confermare o meno la diagnosi glaucoma, procedendo quindi ad una classificazione del tipo di glaucoma e ad una sua stadiazione, Per questo le consiglio di rivolgersi ad uno specialista della patologia. Per quanto riguarda l’assunzione o meno di Visimast, ritengo che, se il suo oculista ha suggerito questa terapia, anche se in assenza di una diagnosi certa e definitiva, abbia avuto delle valide motivazioni mediche e che, quindi, a suo padre convenga proseguire il trattamento, con il conforto dell’ottimo profilo di sicurezza che possiede la sostanza in oggetto.
Egregio dottore, ho 56 anni e sono capitata in questo sito seguendo un “filo” partito da “istamina”, a seguito di un’ennesima nottata in piedi per una cefalea di tipo oculare con moltissima probabilità collegata ad ingestione di pesce. Mio padre, deceduto a 89 anni, era diventato praticamente cieco a seguito di ischemia, ma era sottoposto anche a cure per glaucoma. Io risulto avere la pressione oculare normale, ma ho parecchi disturbi: miodesopsie e caduta del vitreo, sempre successiva ad un feroce mal di testa notturno. Credo di avere un problema di microcircolo e sono preoccupata anche per mia figlia che ha 22 anni e si lamenta spessissimo di pesantezza delle gambe, che a volte, in corrispondenza del ciclo, si ricoprono di piccolissimi puntini rossi. A chi posso rivolgermi per approfondire il problema oculare ed eventualmente prevenire danni gravi come quelli accaduti a mio padre? (Sono miope: -2 e -8; spessissimo ho dall’occhio sinistro come una perdita di acqua, cosa che capita spesso anche ai miei fratelli, uno dei quali ha la pressione oculare alta). Naturalmente faccio visite di controllo periodiche, ma il dubbio che l’aspetto circolatorio venga sottovalutato c’é. Queste cefalee insorgono sempre nottetempo,sono localizzate dietro gli occhi e frontali, regrediscono lentamente con la stazione eretta e sono collegate ad altri disturbi tipici come vampate; raffreddare e scaldare la fronte e gli occhi mi provoca un certo sollievo. Inoltre tenendo un diario mi sono accorta che spesso insorgono dopo ingestione di cibi ricchi di istamina.
Grazie e cordiali saluti.
Cara Antonella, senza dubbio il suo è un problema circolatorio in quanto la cefalea/emicrania è una patologia su base emodinamica. Le consiglio di rivolgersi ad un centro universitario per la cura della cefalea, dove eseguiranno tutti gli accertamenti necessari per un corretto inquadramento diagnostico e indirizzeranno una cura/prevenzione degli attacchi cefalgici. Emicrania e glaucoma presentano un’elevata comorbidità, ovvero sono due patologie distinte, ma che si presentano spesso insieme in quanto condividono alcuni meccanismi patofisiologici di alterata regolazione della motilità vascolare: quindi, è indispensabile che si affidi anche alle cure di uno specialista in oftalmologia, che le controlli periodicamente il fondo oculare ed esegua tutti gli accertamenti strumentali necessari, come l’esame del campo visivo, lo studio morfometrico della papilla ottica, ecc. Infine, una visita da un angiologo può essere utile per completare il quadro diagnostico. Tenere un diario su cui appuntare gli alimenti e le bevande che le favoriscono le crisi cefalgiche è un’ottima idea: ovviamente, ad essa dovrebbe seguire un allontanamento da tutto ciò che ha identificato come fattori concausali.
Dear Dr. DeGregorio,
I have been attempting to locate sources of Trazyl to treat hypotony in my right eye. Severe PVR developed after surgery for retinal detachments. Although the retina remains well attached hypotony has been a persistent problem. About 6 months ago, a surgeon in Boston performed an endoscopic ciliary body dissection. There was 360 degrees scarring and he removed about 300 degrees. Post surgery aqueous humor production hasn’t restatred and the IOP remains very low. Since there is no lens in the eye and no useful vision, this can’t be remedied until the IOP is increased.
The surgeon believes that Trazyl(2% ibopamine eye drops) would be a good option for treating the hypotony. Although he has used it successfully before it is difficult to obtain. Do you know of any sources or good suggested compounding pharmacies. Do you also know of any other medications that will stimulate the cilicary body to resume producing fluid?
Thank you for any advice you can provide.
Dear Mr Bennet,
Unfortunately, Ibopamine eyedrops is not available, as the marketing autorisation holder company is having troubles with the manufacturing. At the moment, there are no other effective therapeutic options for stimulating ciliary processes secretion and the only ocular hypotony treatment are corticosteroids, though they work on aqueous outflow.
However, patients like you can attempt to prepare “homemade” eyedrops from ibopamine tablets (they are marketed in Europe with the brandname Scandine, 100 mg). The instructions for preparing these eyedrops are reported in this site.
The only help I can give is to keep you informed when/if Trazyl is marketed again.
gent.dottore, da 11 anni assumo collirio Timololo per contrastare pressione alta degli occhi. Ora,dopo tanti anni ,sono diventata allergica al conservante (benzalconio )e quindi l’oculista mi ha cambiato collirio: ho provato con il Carteolo, ma mi asciugava troppo l’occhio e avevo problemi ad usare le lenti a contatto rigide che uso da 45 anni senza problemi ; ho provato Lumigan,ma mi arrossava troppo gli occhi,tanto da farmi venire una congiuntivite; ho usato Timogel ,che è senza conservante ma mi ha creato una serie di problemi come astenia caduta abbondante di capelli ,estremità fredde e problemi di pressione. Da 5 giorni non uso più niente e sto riprendendomi,però so che devo usare qualche farmaco per la pressione oculare,ma non so più cosa fare. C’è qualche prodotto omeopatico? Ho sentito parlare del Mucokehl,ma funziona? Mi potrebbe consigliare un collirio che faccia meno danni? Grazie e cordiali saluti
Cara Franca, il suo, purtroppo, è un problema frequente e di difficile soluzione. Mettiamo subito in chiaro una cosa: il glaucoma è una malattia che se non controllata conduce alla cecità. Quindi, se è veramente affetta da glaucoma, la terapia DEVE assolutamente essere continuata. Questa mia affermazione le lascia aperta una serie di possibilità:
1). Valutare insieme al suo oculista di fiducia se è affetta da glaucoma oppure da una semplice ipertensione oculare di modesta entità che potrebbe essere lasciata senza trattamento
2). Se la diagnosi di glaucoma è confermata dovrà utilizzare prodotti monodose non conservati. Da quanto mi ha scritto sembrerebbe che presenta anche una intolleranza al timololo. Le consiglierei quindi di provare prima Vistagan 0.5% Monodose (è un betabloccante differente dal timololo). Se l’intolleranza si manifesta anche per questo betabloccante, l’unica opzione rimane il Taflotan (leggere post sull’argomento), che non è ancora in vendita in Italia ma che può essere reperito presso le Farmacie estere (per Farmacia del Vaticano) oppure direttamente alla casa produttrice (Santen).
3). Si ricordi che nel momento in cui si instaura una intolleranza farmacologica e un infiammazione della superficie oculare, l’impiego di colliri sarà comunque mal tollerato, per cui dovrà mettere in conto di sopportare sempre qualche fastidio. Nel caso in cui disturbi non siano più tollerabili, potrà indirizzarsi verso una soluzione parachirurgica (trattamento laser) o chirurgica. Il suo oculista la saprà orientare per il meglio.
Le sconsiglio nel modo più assoluto di ricorrere alla medicina alternativa. In particolare l’omeopatia è assolutamente inutile per il glaucoma: ho visto personalmente numerosi casi prendere una brutta piega a causa di simili scelte terapeutiche. Riguardo al collirio Mucokehl, non contiene nulla che sia in grado di esercitare il minimo effetto terapeutico nel glaucoma. Per giunta è conservato con clorexidina, che è assolutamente controindicato per il suo caso clinico (veda questo post sull’argomento)
gent. dottore, la ringrazio per la gentile e veloce risposta ai miei quesiti; in effetti mi curo per la pressione alta dell’occhio da quando la pressione è arrivata lentamente a 21. Ero sotto controllo medico, poichè mio padre aveva lo stesso problema. Dopo anni di Timololo,l’oculista ha deciso di usare il laser per favorire il deflusso dei liquidi e la PIO è scesa,ma ho continuato ad usare il timololo,fino a quando mi è venuta l’allergia. Una volta all’anno faccio il campo visivo, che resta nella normalità ,il controllo della retina,normale, mentre la pressione si è stabilizzata su 16-17,anche se ,tra un cambio e un altro di colliri,sto anche 10 giorni senza instillare nulla.Capisco che la caduta dei capelli possa sembrare un effetto indesiderato trascurabile rispetto ad altri,ma creda che vedere i capelli che cadono come durante una chemioterapia,per una donna ,non è un problema da poco, tanto più che non c’è una speranza di ricuperarli. La ringrazio ancora per la sua gentilezza . Cordiali saluti
Sono una collega con una cheratite secca cronica. Vivo a Vienna. Dopo un recente esame del film lacrimale mi hanno detto che è soprattutto la componente lipidica quella compromessa e quindi prescritto gel oculare a base di vitamina A ed E più benzalconio cloruro. Mi sembra assurdo usarlo… Prima di questo stavo usando un gel a base di dexpantenolo con cetramide, ma dopo due settimane la cheratite stava peggiorando e non capivo perchè. Possibile che non esista un prodotto terapeutico che non abbia conservanti tossici?
Tutti i conservanti, chi più chi meno, sono tossici per l’epitelio corneale (gli ammoni quaternari come benzalconio e cetrimide lo sono in modo particolare). L’unica soluzione per evitare i conservanti è utilizzare prodotti monodose o prodotti contenuti in particolari flaconi denominati COMOD o ABAK. Per le disfunzioni della secrezione lacrimali associate a difetti trofici dell’epitelio il prodotto più indicato è Lipimix. E’ una microemulsione a base di fosfolipidi e trigliceridi a media catena, non conservata e formulata in monodose, efficace per ricostituire lo strato lipidico del film lacrimale. Il prodotto è commercializzato in Italia, ma è reperibile anche in Germania (vedi questo link). Va instillato 3-4 volte al giorno. Credo che sia particolarmente adatto per il tuo caso clinico, da come me lo hai descritto. Nel caso avessi bisogno di lubrificare gli occhi con maggiore frequenza puoi utilizzare, in aggiunta a Lipimix, un prodotto a base di acido ialuronico (ne esistono moltissimi in farmacia) sempre non conservato, in monodose oppure con i sistemi COMOD o ABAK.
ti ringrazio molto per il suggerimento che seguirò senz’altro. Quindi anche il nuovo spray per le palpebre a base di lecitina di soja e vitamine, potrebbe essere dannoso per la presenza di Etanolo?
grazie ancora
ho ricevuto una email da Elisa Alessi che mi ringrazia del suggerimento, però poi parla di uno spray per le palpebre e mi chiede se può essere dannoso. Forse voleva rivolgere la domanda al dott. De Gregorio,io non sono un medico, posso solo parlare della mia esperienza. Cordiali saluti.
Ho qualche dubbio sull’effettiva efficacia del Lacrisek, lo spray ai liposomi.
L’ho provato su un certo numero di pazienti, senza avere risultati particolarmente positivi. Sembrerebbe comunque ben tollerato.
Infatti, è vero che sia l’etanolo che il fenossietanolo sono teoricamente controindicati per una cheratocongiuntivite sicca in quanto sono agenti disidratanti, epiteliotossici e destrutturanti il film lipidico, ma sono contenuti nel prodotto a concentrazioni molto basse (<1%). Puoi provarlo, ma non aspettarti miracoli.
Buongiorno Dottore,
Il mio Oculista mi ha detto di riprovare con l’ibopamina(x3 die),sono gia’ in terapia con Luxazonex3 e ho una pressione di 9(plurioperato x distacco retina);a distanza di alcune ore dall’instillazione noto un “rossore”accentuato della congiuntiva che poi scompare poco dopo la successiva instillazione di Ibopamina o cortisone.
Secondo lei e’ un sintomo che mi deve preoccupare o posso andare avanti tranquillamente?
Grazie molte x la sua risposta.
Caro Roberto,
Tra le varie caratteristiche farmacologiche, l’ibopamina possiede anche quella di stimolare i recettori adrenergici (sia alfa che beta). Pertanto, dopo un iniziale effetto di sbiancamento (vasocostrizione da stimolazione alfa), dopo 2-4 ore compare la fase di rebound (vasodilatazione da stimolazione beta) caratterizzata da arrossamento della congiuntiva. Il cortisone, invece, riduce il rossore se è presente uno stato infiammatorio. Spetta al suo oculista stabilire se l’arrossamento sia semplicemente attribuibile al farmaco (ibopamina), nel qual caso non è assolutamente un sintomo preoccupante, oppure se è causato da un processo infiammatorio in atto, che potrebbe necessitare di adeguato trattamento, oppure se è semplicemente una condizione acquisita della sua congiuntiva, essendo stata sottoposta a vari interventi chirurgici.
Gentile Dott. DeGregorio,
mi hanno appena diagnosticato una recidiva di corioretinopatia sierosa centrale OD.
Il primo episodio non aveva interssato la fovea, ora invece ho disturbi a leggere un giornale con OD perchè vedo sfuocato (anche se per ora rimango a 10/10 di visus)
Dalla FAG e OCT il risultato è:
Superiormente all fovea si osserva area disomogeneamente iperflurescente associata ad alterata permeabilità capillare. Non punti di fuga visibili. Non segni di neovascolarizzazione sottortinica. l’OCT rileva minimo sollevamento del neurepitelio foveale”
Mi chiedo in che modo posso combattere fin da ora questo disagio per tentare di farlo regeredire il più possibile e per prevnirne altri di medesima natura.
Esistono sostanze naturali o farmaceutiche che possono aiutarmi in questo?
Distinti saluti,
Massimo
Caro Massimo,
Anche se la malattia è di solito autolimitante e si risolve spontaneamente, la terapia riportata nella tabella del post del 26/10/09 permette di accelerare la guarigione e di ridurre il rischio di complicanze. Come trattamento profilattico, rivolto a contrastare le possibili recidive, le suggerisco di assumere abitualmente sostanze ad attività vasoprotettrice, quali vitamina C (500 mg die), derivati della rutina (per es. Venoruton 1000 x 1) e antocianosidi (per es Tegens 160 mg x 2), che possono essere prese per periodi prolungati senza il timore di effetti collaterali.
L’eziologia della malattia non è chiara, ma è indubbio che la componente emotiva giochi un ruolo importante, per cui le suggerisco di consultare un specialista per valutare se l’assunzione di blandi ansiolitici sia indicato nel suo caso. Inoltre, essendo stata segnalata, in alcuni casi, un’associazione con l’infezione da Helicobacter pylori, (il medesimo agente batterico che provoca l’ulcera gastroduodenale), è utile sottoporsi ad un semplice esame che evidenzi o meno la presenza di questo microrganismo. A tale proposito il suo medico di famiglia le saprà dare tutte le indicazioni e l’eventuale terapia antibiotica se necessaria.
Ovviamente, dovrà evitare il fumo, che essendo un veleno vascolare, può agire da cofattore favorente le recidive. Anche un’alimentazione bilanciata, ricca di fibre, vitamine e antiossidanti, evitando gli eccessi di caffè e alcolici, può rappresentare un ulteriore utile fattore di protezione
Gent.le. Dottore,
Abbiamo trovato molto interessante il suo articolo sulle miodesopsie. Da anni siamo impegnati in prina fila come associazione di pazienti.
Ci piacerebbe contattarla privatamente, per alcuni approfondimenti e quoalora fosse interessato per coinvolgerla in alcune iniziative.
Saluti
Associazione Cielo Azzurro ONLUS
http://www.miodesopsie.it
email: info@miodesopsie.it
Per un contatto privato sono raggiungibile attraverso il social network LinkedIn, dove è possibile lasciarmi un messaggio e un recapito per essere ricontattati.
Innanzitutto, voglio complimentarmi per l’interessantissimo sito; sono un oculista e quotidianamente, o quasi, mi collego per oggiornarmi e approfondire gli aspetti farmacologici .
Vorrei chiedervi un parere su di un prodotto terapeutico (di cui non faccio il mone commerciale sperando che riusciate a capire a cosa mi stia riferendo), il quale viene pubblicizzato come un ottimo prodotto per la stabilizzazione del film lacrimale. La “somministrazione” di questa sostanza avviene per mezzo della vaporizzazione sugli occhi a palpebre chiuse.
Le mie domande sono:
1 – qual è il meccanismo attraverso il quale il principio attivo riesce a raggiungere la superficie oculare, esplicando la sua funzione stabilizzatrice ( visto che viene nebulizzato sulla cutre palpebrale?)
2 – il termine “liposomi”, che viene indicato nella confezione, si riferisce al significato classico o che?
Grazie per la Vs attenzione.
Dott. N. Squitieri
Caro Nicola,
ti ringraziamo per l’apprezzamento rivolto a questo blog e ti ringraziamo anche per l’attenzione che hai avuto a non citare nomi commerciali. Ma dal momento che questo sito non ha finalità di lucro e non abbiamo interessi o vincoli pubblicitari da tutelare o rispettare, possiamo chiamare liberamente i prodotti con il loro nome, valutarli ed eventualmente criticarli, sempre nel rispetto della realtà e dei fatti scientifici.
Parliamo dunque di Lacrisek, distribuito dalla Bioos Italia, uno spray che contiene fosfolipidi (lecitina di soia al 1%), etanolo, fenossietanolo e antiossidanti (vitamina A ed E a bassissima concentrazione, rispettivamente 0.025% e 0.002%).
I fosfolipidi in acqua tendono a disporsi esponendo le teste polari e nascondendo le code apolari, assumendo la conformazione di micelle (monostrato di fosfolipidi) o di liposomi (doppio strato di fosfolipidi). La conformazione a micelle o a liposomi e le loro dimensioni dipendono da vari fattori tra cui l’energia applicata per disperdere i fosfolipidi nell’acqua, la loro concentrazione e l’eventuale presenza di altre sostanze. Se l’azienda distributrice di Lacrisek sostiene che lo spray contiene liposomi, stampandolo a chiare lettere sulla confezione del prodotto, non vi è ragione per non credergli.
Per quanto riguarda la cinetica del prodotto, il meccanismo sostenuto dagli informatori scientifici dell’azienda distributrice non mi convince affatto. E’ molto più probabile, invece, che i fosfolipidi arrivino direttamente sulla superficie oculare attraverso la nube di aerosol che rimane in sospensione davanti agli occhi dopo aver azionato lo spray. Lo spray va applicato a palpebre chiuse, ma una certa quantità di microgocce permane nell’aria difronte agli occhi ed entra a contatto con la superficie oculare al momento della loro apertura. D’altra parte, il film lacrimale contiene non più di 10 microgrammi di fosfolipidi: questa quantità si ritrova in una gocciolina che abbia le dimensioni 30-50 volte più piccola di quelle di una goccia standard al 1% (concentrazione di fosfolipidi presente nel Lacrisek). E’ probabile che le microgocce che restano fluttuanti nell’aria riescano a veicolare, complessivamente, qualche microgrammo di fosfolipidi, che va ad integrarsi e a stabilizzare il film lipidico.