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Farmaci bioenergetici: nicotinamide

13 aprile, 2010

La nicotinamide è l’amide dell’acido nicotinico (niacina) e fa parte, con quest’ultima molecola, del gruppo vitaminico B3

La nicotinamide viene coinvolta nei processi bioenergetici in quanto costituente del NAD (nicotinamide adenina dinucleotide), del NADP (nicotinamide adenina dinucleotide fosfato) e delle rispettive forme ridotte NADH e NADPH.

Il NAD è utilizzato nelle reazioni di ossidative (fosforilazione ossidativa), mentre, il NADP(H) partecipa ai processi anabolici (reazioni riduttive), in particolare nella biosintesi dei lipidi e degli acidi nucleici. Inoltre, il NADP è un regolatore diretto dell’espressione genica modificando la funzione delle sirtuine (SIRTs), proteine NADP-dipendenti che regolano la funzione del p53, gene coinvolto nei meccanismi di differenziamento, senescenza e morte cellulare.

Sperimentalmente è stato osservato che l’implementazione dietetica di nicotinamide, in associazione con creatina, riduce le lesioni indotte da iniezione intracerebrale di NMDA [Malcom C et al. Brain Res 2000, 860:195-8] e la perdita di cellule ganglionari retiniche in modelli di danno ischemico e fototossico [Ji D et al. Neurochem int 2007, 95:241-52]

Le fonti alimentari di nicotinamide sono i cibi ricchi di proteine animali e il lievito di birra. La RDA (recommended daily allowance) per un individuo adulto è di 20 mg al giorno. L’impiego a scopi terapeutici dovrebbe prevedere dosaggi da 250 a 2000 mg al giorno.

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