Collirio a base di NGF per il glaucoma: quante polemiche!

Un articolo pubblicato su PNAS, non può non destare interesse. Se tale lavoro apre sulla possibilità di un trattamento innovativo del glaucoma con un collirio a base di NGF e porta anche la firma autorevole di un premio Nobel, è ovvio che scuota interesse a livello mondiale.

In precedenza (vedi articolo del 17-8-09) avevo espresso i miei dubbi riguardo i risultati e le conclusioni a cui giungeva questa ricerca sperimentale e clinica (Lambiase et al. Experimental and clinical evidence of neuroprotection by nerve growth factor eye drops: implications for glaucoma. Proceedings of the National Academy of Science 2009; 106: 13469-13474).

Nulla a che vedere, però, con quanto si è scatenato sull’ultimo numero (volume 11-3 2009) dell’International Glaucoma Review.

Esordisce Robert Weinreb, Chef Editor della rivista, un opinion leader noto a chiunque si occupi di glaucoma, che senza nominare il titolo o gli autori dell’articolo (leggi qui la versione originale)  dice che:

“Forse non mi dovrei sorprendere ancora quando mi imbatto in un articolo pubblicato su una rivista scientifica ad alto (ma veramente alto) impatto, quando, invece, non sarebbe dovuto essere pubblicato, nella forma corrente, su nessun’altra rivista. Parecchie settimane fa, mi sono imbattuto in un articolo di questo tipo. Non era la prima volta che una rivista prestigiosa commette l’errore di pubblicare un articolo imperfetto e non sarà l’ultima. (…). Per fortuna esiste un altro tipo di peer review che può limitare la permanente contaminazione della conoscenza scientifica provocata da articoli come questi”.

Weinreb dice tutto ciò per introdurre il Glaucoma Dialogue, una forma di peer review post publication, il cui fine ultimo è quello di garantire un ulteriore filtro critico a quanto pubblicato in letteratura, in modo che alla fine, citando le stesse parole di Weinrebthe scientific truth ultimately prevails.

Nel Glaucoma Dialogue si parla, ovviamente, del lavoro di Lambiase e coll. pubblicato su PNAS: non si può negare le critiche espresse da un panel di autorevoli esperti, siano piuttosto pesanti e sfiorino l’offesa (leggi qui), al punto che anche l’irritata risposta degli autori non è un esempio di diplomazia e di educazione (leggi qui). Leggendo il dialogo ognuno potrà formarsi la propria opinione su questa interessante diatriba scientifica, come io ho formato la mia, in attesa che il tempo, galantuomo, consentirà che la verità scientifica alla fine prevalga.

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