Bevacizumab vs ranibizumab: quale il più efficace?
Secondo alcuni fonti di aggiornamento on line, bevacizumab (Avastin) e ranibizumab (Lucentis) hanno mostrato un’efficacia equivalente nel trattamento della neovascolarizzazione coroideale in corso di degenerazione maculare senile (AMD) (vedi Elsevier Global Medical News)
L’affermazione è tratta dai risultati di un piccolo studio prospettico in doppio cieco (Subramanian ML et al. Am J. Ophthalmol. 2009;148:875-82) che ha incluso 13 pazienti trattati con bevacizumab e 7 con ranibizumab. Tuttavia, se si va al leggere l’articolo nella sua interezza si può notare che tra i due trattamenti una differenza sembrerebbe esserci: una migliore risposta funzionale è stata osservata con bevacizumab, mentre ranibizumab ha indotto una maggiore riduzione dello spessore (edema) del tessuto retinico maculare.
Gli stessi autori affermano che il differente comportamento dei due gruppi potrebbe essere attribuito alla differente natura delle membrane neovascolari trattate: infatti le lesioni “classiche”, ovvero quelle che si giovano di una migliore risposta al trattamento, erano concentrate nel gruppo bevacizumab, Inoltre, lo stesso numero di somministrazioni era diverso tra i due gruppi (in media, 5 per il gruppo bevacizumab, 4 per il gruppo ranibizumab, differenza che sfiorava la significatività statistica: p=0.051). E’ pertanto ovvio che con una numerosità campionaria così bassa, un bias di reclutamento e una differente frequenza di somministrazione, qualsiasi conclusione di equivalenza terapeutica non può assolutamente essere sostenuta.
A questo punto si apre una breve riflessione sull’interpretazione dei dati ottenuti dai lavori clinici. L’assenza di differenze non consente di affermare che due trattamenti sono equivalenti. Gli stessi autori, nelle conclusioni, non parlano assolutamente di equivalenza tra i trattamenti, sottolineano le ridottissime dimensioni del loro campione sperimentale (20 pazienti complessivamente) avocando la raccolta di ulteriori dati per poter evidenziare (oppure escludere) differenze statisticamente significative. Se un’eventuale differenza verrà dimostrata statisticamente, si tratterà, poi, di valutare se sia clinicamente rilevante, oppure no.
Per concludere, allo stato attuale delle conoscenze, non possiamo attribuire al ranibizumab una superiorità rispetto al bevacizumab, o viceversa, ma non possiamo neanche escludere che una differenza esista, come troppo frettolosamente e non correttamente è stato affermato.
















lucentis in o,sx, dura come antiedemigeno sei mesi
avastin in o. dx. dura due mesi
o.dx. ha lesioni di entità superiore
ho una maculopatia senile non diabetica,iniziata come forma secca.
uso antiaggeganti come l’indobufene e azyr
ho un visus ottimo una volta trattato
sono un chirurgo e ho le mie paure .scusatemi.