Trattamento della malattia di Behçet con Interferon Alpha2a
La malattia di Behçet è una grave patologia infiammatoria cronica recidivante su base autoimmunitaria caratterizzata da una vasculite sistemica che tende a dare le sue manifestazioni cliniche prevalentemente a carico della cute, delle mucose e della corioretina, ma che può coinvolgere anche le articolazioni, l’apparato digerente e il sistema nervoso centrale
La terapia di base è quella corticosteroidea, a cui si associano spesso farmaci immunosoppressori (vedi post del 8/5/2009).
Esistono tuttavia alcune forme refrattarie alla terapia immunosoppressiva: si tratta di solito di gravi uveiti che rappresentano una seria minaccia per la funzione visiva, con prognosi negativa quoad functionem nel breve-medio termine.
In queste forme, l’impiego di Interferon (IFN) Alfa2a è risultato efficace per controllare l’evoluzione di un’elevata percentuale di queste gravi forme uveitiche (Guedry J et al, Am J Ophthalmol 2008;146:837-844)
Il farmaco (Roferon, Roche) veniva somministrato alla dose di 3-6 milioni di unità per via sottocutanea, 3 volte la settimana per 1-2 mesi. E’ risultato nel complesso ben tollerato ed i caratteristici sintomi simil-influenzali tipici delle terapie con IFN sono stati controllati con la concomitante somministrazione di paracetamolo
Il meccanismo d’azione dell’IFN Alfa2a, come quella degli altri IFN, è incerto. L’IFN Allfa2a appartiente ad una famiglia di proteine secrete dai leucociti che hanno proprietà antivirali, antioncogene, immunostimolanti (attivano i macrofagi e i linfociti Natural-Killer), ma appare evidente che ai dosaggi impiegati esplichi una potente azione immunosoppressiva.















