Polifenoli: facciamo un po’ d’ordine
Prendiamo una confezione di uno dei tanti intergratori alimentari e leggiamone la composizione. Gli ingredienti ci sembrano familiari: flavonoidi, antocianidine, catechine, quercetina, rutina, resveratrolo ecc.
Ma sappiamo con esattezza che cosa sono?
Il mio sforzo di oggi sarà quello di fare un po’ di chiarezza su questi ingredienti dai nomi esotici ed affascinanti.
Tutti i composti che ho citato sono polifenoli, ovvero sostanze chimiche composte da idrocarburi ciclici (anelli aromatici) collegati tra loro.
Come deducibile dal nome stesso, l’unità elementare di questi composti è il fenolo, ovvero un anello aromatico (benzene) con un gruppo ossidrile (-OH).
I composti fenolici si distinguono sulla base dello scheletro carbonioso, che può andare da 6 atomi di carbonio (fenoli semplici) fino a superare i 30 atomi di carbonio (lignine, tannini ecc.).
I polifenoli che vengono utilizzati nella preparazione degli integratori alimentari appartengono a 2 classi principali: i flavonoidi e gli stilbeni.
I flavonoidi, detti anche bioflavonoidi per sottolineare la loro origine biologica quali prodotti metabolici largamente rappresenti nel regno vegetale, sono una famiglia composta da qualche migliaio di differenti molecole, combinate (glicosidi) o meno (agliconi) con zuccheri. Sono strutturalmente composti da un due fenoli, di cui uno è condensato con un anello eterociclico (un pirano, ovvero un anello in cui l’atomo eterociclico è un ossigeno).
Ai flavonoidi appartengono le antocianidine (i celeberrimi “estratti del mirtillo”) e le catechine (di cui l’epigallocatechingallato è un derivato).
Gli stilbeni sono molecole composte da due gruppi fenolici presenti in numerose famiglie del regno vegetale, in particolare la Vitis vinifera, dove svolgono una funzione di difesa contro l’attacco di di funghi patogeni.
I principali stilbeni sono il resveratrolo e lo pterostilbene.
La caratteristica farmacologica principale dei polifenoli è quella di essere potenti antiossidanti naturali. Ad alcuni polifenoli sono state attribuiti anche azioni ipolipemizzanti ed effetti positivi su patologie cardiovascolari, disordini cognitivi e malattie neoplastiche. Torneremo su questo argomento per approfondirne i principali aspetti farmacologici.
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