Applicazioni terapeutiche di TEMPOL e derivati

2009 Giugno 16

TempolL’idrossi-tetrametilpiperidina-ossile (TEMPOL) è una molecola dotata di elevata permeabilità e diffusibilità attraverso le membrane cellulari che agisce come scavenger di radicali liberi e come intrappolatore di ossido nitrico. Riduce il danno d’organo conseguente a shock emorragico e possiede proprietà radiopotettive per cui è stato proposto per il trattamento della calvizie indotta da terapie antitumorali (chemio e radioterapia). A livello biochimico, l’idrossi-tetrametilpiperidina-ossile catalizza la reazione di dismutazione dello ione superossido in perossido di idrogeno e ossigeno (mimando quindi l’attività della superossidodismutasi, SOD)

Lo studio della SOD ha guadagnato interesse nei tempi recenti perché una sua modificazione è stata ipotizzata alla base di alcune forme di Sclerosi Laterale Amiotrofica. Le specie reattive dell’ossigeno, di cui una è lo ione superossido (ossigeno con un elettrone in più) possono sfuggire agli enzimi della respirazione cellulare e provocare danni a carico delle strutture cellulari, tra cui mutazioni nel DNA, perossidazione dei lipidi e alterazioni degli enzimi che sintetizzano amminoacidi o altre molecole essenziali. Si tratta quindi di un importante molecola antiossidante che svolge un fondamentale ruolo protettivo nelle cellule esposte all’ossigeno e alle reazioni ossidoriduttive.

Recentemente, è stato osservato che alcuni derivati dell’idrossi-tetrametilpiperidina-ossile (quali idrossi-tetrametilpiperidina cloridrato e un suo derivato, il composto denominato OT-551) proteggono i fotorecettori dal danno fototossico (per approfondimenti leggere questo articolo). L’idrossi-tetrametilpiperidina-ossile e i suoi derivati, essendo antiossidanti catalitici riducono lo stress ossidativo potrebbero trovare utili applicazioni cliniche nella prevenzione della cataratta, nella neuroprotezione in genere e nella terapia della maculopatia senile atrofica. E’ in corso una sperimentazione clinica di fase II per valutare gli effetti dell’applicazione topica oculare di OT-551 in quest’ultima patologia, in cui è ipotizzato il ruolo dello stress fotossidativo.

Personalmente rimango scettico sulle potenzialità terapeutiche di un collirio antiossidante nella terapia di una malattia complessa come la maculopatia senile e non rilevo neanche particolari caratteri di innovatività rispetto agli abituali trattamenti antiossidanti prescritti per via sistemica (vedi studio AREDS).

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