La Bromelina
La bromelina (o bromelaina) è un estratto del gambo dell’ananas, che contiene vari enzimi proteolitici, solo parzialmente caratterizzati dal punto di vista biochimico. La bromelina (Ananase, Rottapharm) è diffusamente utilizzata in terapia medica sin dagli anni ‘50.
Alla bromelina sono attribuite numerose proprietà terapeutiche, quali:
- azione digestiva, utile nelle sindromi dispeptiche.
- azione antinfiammatoria e antiedematosa mediata dall’attività inibitoria verso alcuni composti proinfiammatori. Questa azione dipende in parte dall’attività proteolitica della bromelina, ma anche da altre azioni. Ad esempio, mentre i classici FANS inibiscono la ciclossigenasi, bloccando la sintesi di prostaglandine, la Bromelina incrementa la produzione di prostaglandine ad attività antiinfiammatoria a discapito di quelle ad attività pro-infiammatoria. Questo meccanismo d’azione della bromelina è sinergico con quello dei FANS, di cui ne potenzia degli effetti antiinfiammatori.
- potenziamento degli antibiotici dovuto all’aumento della permeabilità dei tessuti malati così da permettere ai farmaci di raggiungere più facilmente il sito d’infezione.
- azione anti-ustioni/ulcere; applicata superficialmente (35% di bromelina in un composto grasso) può essere benefica necontrollo delle bruciature e nell’accelerazione dei tempi di guarigione, mediante un’azione cheratolitica e di eliminazione dei lembi di pelle morta in prossimità di ulcere ed ustioni.
- proprietà antitumorali, in differenti tipi di patologie neoplastiche, come trattamento adiuvante, per la sua attività anti-proliferativa e anti-metastatica. La bromeline agisce da immunomodulatore aumentando l’azione immunocitotossica dei monociti inducendo un aumento della produzione di citochine quali TNF-alfa, IL-1beta, IL-6 e IL-8.
Ma quanto attribuito alla bromelina corrisponde alla realtà?
Il principale dubbio sull’efficacia terapeutica della bromelina è legato all”assorbimento gastroenterico di una struttura proteica complessa come un enzima proteolitico, da molti ritenuto impossibile. In realtà questo dubbio sembrerebbe superato. Infatti è stato dimostrato che l‘assorbimento di Bromelina dopo somministrazione orale è intorno al 40%, suggerendo la presenza di un sistema di trasporto attivo. L’emivita plasmatica è di 6-9 ore.
Inoltre, gli enzimi proteolitici possono essere inattivati dalle cistatine (cysteine protease inhibitors), presenti nella saliva, ma la Bromelina sembrerebbe restistente a tale inattivazione, ed è comunque formulata in compresse rivestite gastroresistenti .
Come riportato in una recente Cochrane review, nonostante il grande numero di ricerche condotte sulla bromelina, esistono soltanto pochi studi clinici controllati randomizzati a sostegno delle attività terapeutiche proposte. In particolare, non esistono evidenze di efficacia nei trials comparativi con i FANS.
In conclusione, la bromelina può essere utile quando associata ad antinfiammatori e/o antibiotici, per potenziarne l’attività terapeutica. Da sola, non sembrerebbe in grado di offrire un sufficiente effetto antinfiamamtorio. Soprattutto è assolutamente inefficace per ridurre i corpi mobili intravitreali, come ottimisticamente proposto da qualche oculista, in quanto le sue dimensioni molecolari non offrono neanche la minima possibilità di attraversare la membrana emato-oculare e di esplicare nel corpo vitreo il suo effetto proteolitico.
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