Alternative ai conservanti tradizionali
I precedenti post mi permettono di arrivare al punto della questione:
è ammissibile che nel XXI secolo i prodotti oftalmici vengono ancora conservati con benzalconio cloruro?
Eppure le alternative per garantire la conservazione senza provocare danni a carico della superficie oculare esistono e sono facilmente disponibili.
La prima, indubbiamente la migliore, è il ricorso alle formulazioni monodose o a particolari dispositivi che non permettono la contaminazione del prodotto dall’esterno: i sistemi ABAK e COMOD. Come svantaggio c’è il maggior costo di produzione ed una maggiore difficoltà di imiego (mi riferisco in particolare al sistema COMOD) che crea qualche disagio ai pazienti più anziani.
Dal punto di vista farmacologico un’interessante alternativa è rappresentata dai conservanti ad azione ossidativa, i cosiddetti SOC (Stabilized Oxychloro Complex)-
I SOC agiscono attraverso un meccanismo battericida che include anche alcuni funghi. Sono impiegati in oftalmologia dal 1996 (il primo SOC fu il Purite, in seguito fu introdotto Oxyd) e sono costituiti da clorito di sodio (NaClO2) mantenuto stabile con differenti soluzioni formulative. NaClO2 è un composto chimico impiegato da oltre 60 anni nella purificazione degli impianti idrici.
I SOC vengono spesso definiti “conservanti a scomparsa, infatti:
all’interno del flacone se avviene una contaminazione batterica, l’interazione del NaClO2 con le proteine dei microrganismi fa liberare ossido di cloro (ClO2), la componente attiva del conservante, che uccide i microrganismi mediante una potente azione ossidante all’interno dell’agente infettante
all’instillazione, la luce, gli enzimi e i sistemi antiossidanti tissutali determinano la trasformazione del NaClO2 in O2 + Na+ + Cl-. L’ossigeno essendo gas si libera nell’aria, mentre resta sulla superficie oculare solo l’innocuo cloruro di sodio.

La tollerabilità dei conservanti ossidativi è notevolmente superiore a quella dei conservanti tradizionali, proprio grazie alla presenza, a differenza dei batteri, di sistemi per la neutralizzazione degli agenti ossidanti nelle cellule eucariotiche. Inoltre, la permanenza del SOC sulla superficie oculare è molto breve, nell’ordine di pochi secondi, limitando moltissimo la loro potenziale tossicità (vedi figura relativa al tempo di scomparsa di Oxyd dalle lacrime).
Monodose, sistemi ABAK, COMOD e conservanti a scomparsa permettono già da oggi di fare a meno del benzalconio. Non esiste ragione valida per non impiegarli, soprattutto nel caso di malattie croniche (glaucoma, allergie e occhio secco) dove con il tempo i danni a carico della superficie oculare sono inevitabili. Ma qui la colpa è degli oculisti, non abbastanza sensibili a questo problema.
















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