Tossicità dei conservanti tradizionali: il benzalconio cloruro

2009 Maggio 24
by farmacologiaoculare

Precisato che la garanzia di sterilità è un requisito imprescindibile per i prodotti oftalmici, rimane il problema che i conservanti tradizionali determinano marcati effetti tossici sulla superficie oculare.

Inizierò per primo a parlare del benzalconio cloruro (BAK), il conservante più utilizzato in oftalmologia.Benzalkonium_chloride

E’ un derivato ammonico quaternario. In soluzione acquosa si dissocia in un complesso cationico cui si deve l’attività, ed in un anione inattivo (Cl-). Il suo impiego in oftalmologia è stato favorito dalla sua inerzia nei confronti dei materiali plastici di cui sono composti molti flaconi di colliri. E’ un detergente cationico: questa proprietà chimico-fisica lo fa rapidamente legare a superfici con carica negativa (proteine, batteri, ecc., ma anche la cornea). La sua elevata attività detergente induce una denaturazione delle proteine con cui viene a contatto e provoca modificazioni enzimatiche irreversibili a carico delle membrane cellulari. Il meccanismo d’azione antibatterico del BAK è quindi legato alla sua capacità di alterare la membrana cellulare modificandone la permeabilità, con perdita di enzimi, coenzimi e conseguente inattivazione del microrganismo.epitelio

  • altera il film lacrimale precorneale (riduce significativamente il BUT)
  • è un agente proinfiammatorio (determina un’aumento di alcuni marker dell’infiammazione (per es. ICAM-1, HLA-DR, ecc.).
  • è epitelio-tossico (determina cheratite puntata) e ritarda la riepitelizzazione. [La figura, tratta da Review of Ophthalmology - June 2001 mostra i danni dei derivati ammonici quaternari sull'epitelio della cornea]
  • riduce il numero di cellule caliciformi nella congiuntiva
  • a lungo termine determina una metaplasia squamosa della congiuntiva
  • è’ tossico per lo stroma corneale (non va usato in caso di estese disepitelizzazioni): può indurre sia apoptosi che necrosi (a secondo della quantità somministrata) dei cheratociti
  • è estremamente tossico per le strutture intraoculari, pertanto non deve mai essere usato in presenza di aperture (traumatiche o chirurgiche) della camera anteriore.
  • può determinare allergie

La concentrazione di BAK consigliata per la conservazione dei prodotti oftalmici è 0.005% (0.05 mg/100 ml), ma si può ritrovare in alcuni colliri, per particolari motivi formulativi, fino allo 0.02% (0.2 mg/100 ml).

9 Risposte leave one →
  1. 2009 Giugno 19
    ROBERTO permalink

    Buonasera Dottore,
    mi e’ stato prescritto del collirio desametasone per un trattamento di lungo periodo(non ho ritenuto opportuno nominare il farmaco a meno che non sia necessario),Ne esiste un tipo che non abbia il benzakconio cloruro come conservante?
    Grazie per la Sua risposta

  2. 2009 Giugno 19

    Caro Roberto,
    il desametasone base è disponibile solo in formulazioni conservate multidose, mentre esistono tre prodotti che contengono desametasone-21 fosfato formulati in monodose, senza conservante
    Questi sono: NETILDEX – 0.1% (contiene anche un antibiotico); ETACORTILEN – 0.15%; DEXAMONO – 0.1%
    Mi permetto di precisarle che se il trattamento a lungo termine è stato prescritto per un’uveite o per ipotonia oculare, è preferibile impiegare desametasone base anziché 21 fosfato, in quanto penetra meglio all’interno dell’occhio, ed alla massima concentrazione del commercio (0.2%), reperibile nei prodotti LUXAZONE e CLORADEX.

  3. 2009 Giugno 22
    ROBERTO permalink

    Grazie per la risposta Dottore,effettivamente mi e’ stato prescritto proprio il Luxazone per Ipotonia;ma contiene benzalconi cloruro;
    Il cloradex si trova anche in fialette monouso?
    Grazie per la sua risposta.
    Cordiali saluti

  4. 2009 Giugno 22

    Per ora Cloradex non è disponibile in formulazione monodose. Probabilmente lo sarà tra alcuni mesi. Il mio consiglio è di continuare per adesso con Luxazone (il benzalconio facilita il passaggio del corticosteroide attraverso la cornea, rendendolo più efficace per la sua patologia), a meno che non avverta particolari disturbi di intolleranza al conservante: in tal caso può ricorrere ad uno dei prodotti monodose che ho citato in precedenza.

  5. 2009 Agosto 30
    franca permalink

    vi prego di avvisarmi via email di qualche risposta riguardo il quesito mandatovi un minuto fa’

  6. 2009 Agosto 30

    Cara Franca, ci dispiace, ma non abbiamo ricevuto alcun quesito. Dobbiamo inoltre precisare che è nostra prassi pubblicare le risposte come commenti, al fine di arricchire le discussioni ai relativi articoli. Se desidera un contatto diretto in privato deve contattarci attraverso il network Linked In

  7. 2009 Settembre 2
    USSI NICOLA permalink

    Ma delle caratteristiche peculiari della molecola loteprednololo etabonaato (principio attivo del Lotemax) non era il caso di analizzarle relative a questa indicazione?

  8. 2009 Settembre 3

    Caro Nicola, a quale indicazione fa riferimento?
    Le caratteristiche del loteprenolo le abbiamo illustrate in un articolo dedicate ai corticosteroidi di superficie. Se ci chiarisce la sua domanda saremmo lieti di darle ulteriori informazioni.

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