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Effetto ipotensivo oculare dei cannabinoidi

21 marzo, 2009

E’ noto da tempo, dai primi anni ’70, che i derivati della Cannabis Indica e della Cannabis Sativa riducono la pressione oculare. L’effetto si può osservare sia dopo assunzione sistemica che dopo applicazione topica.

Sull’utilità dell’assunzione sistemica di cannabinoidi per il trattamento del glaucoma esistono seri dubbi, non di natura etica, ma medica. Il marcato effetto ipotensivo arterioso, caratteristico di queste sostanze, non è certo di aiuto per un paziente affetto da glaucoma, in considerazione di ciò che ho più volte esposto: quindi, niente cure a base di spinelli….

L’applicazione topica sembra invece più interessante, anche se dopo molti anni di studi e ricerche non è stato registrato alcun farmaco con questa indicazione (…e forse un motivo c’è).

Essendo sostanze dotate di una spiccata azione vasodilatante, è probabile che siano scarsamente tollerate a livello congiuntivale. Inoltre, non è noto se esista un effetto di tachifilassi o di assuefazione a breve medio termine, tenendo anche in considerazione il fatto che sono sostanze facilmente degradabili.

E’ noto, comunque, che recettori CB1 sono presenti a livello del corpo ciliare, e che la loro stimolazione induce un effetto ipotensivo oculare, presumibilmente per riduzione della produzione di umore acqueo, la cui durata e intensità non è stata ancora completamente definita. Recettori CB2 sono stati ritrovati a livello del trabecolato corneosclerale, ne è stato ipotizzato un ruolo nel deflusso di umore acqueo, ma con scarse evidenze sperimentali.

Tra le sostanze studiate, il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) sembra avere qualche difficoltà di penetrazione attraverso la cornea, mentre Anandamide, 2-Arachidonil-glicerolo, Noladina, WIN 55212-2 , hanno indotto solo modeste riduzioni della pressione oculare , circa il 15-20%, nell’animale da esperimento.

Inoltre, i cannabinoidi vengono degradati in acido arachidonico (prcannabinoidi11ecursore delle prostaglandine) da due enzimi (MAGL, monoacylglycerol lipase e FAAH, fatty acid amide lipase) e  stimolano la produzione di prostaglandine attraverso un meccanismo di induzione della COX-2:  è probabile che almeno in parte, l’effetto ipotensivo sia mediato da questi autacoidi. Dal momento che le prostaglandine hanno un effetto bi-fasico sulla pressione oculare (a basse dosi la riducono, ad alte dosi la aumentano), la difficoltà di modulare questo fenomeno potrebbe spiegare, almeno in parte, gli scarsi risultati finora ottenuti.

Allo stato attuale delle conoscenze, non è ancora dato da sapere se la terapia ipotonizzante del glaucoma potrà giovarsi, nel prossimo futuro, di questa nuova classe di sostanze

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