La stimolazione farmacologica dell’occhio ambliope con Citicolina
La citicolina è un farmaco ampiamente impiegato in neurologia i cui effetti protettivi sulle membrane delle cellule nervose sono stati descritti nell’articolo del 24.11.2008
Da alcuni anni la citicolina è impiegata come neuroprotettore nel glaucoma (dedicheremo una serie di articoli su questo argomento) e come trattamento complementare alla terapia occlusiva nell’ambliopia. Un recente articolo che illustra gli effetti della citicolina in questa indicazione terapeutica può essere scaricato da questo link.
Stimoli foveali insufficienti o alterate interazioni binoculari possono causare un anomalo input visivo durante il periodo critico dello sviluppo della visione e quindi determinare un’alterazione nei processi geneticamente programmati che quidano gli assone delle cellule gamglionari retiniche verso il corpo genicolato laterale e quindi alla corteccia visiva
Questi processo di sviluppo è influenzato sia da stimoli endogeni che esogeni e pertanto potrebbe essere modulato farmacologicamente.
La dopamina rappresenta un importante neurotrasmettitore intraretinico utilizzato nella comunicazione interneuronale tra cellule ganglionari e corteccia visiva. Alterazioni nell’elaborazione delle immagini e nella sensibilità retinica sono state osservate in soggetti con carenza di dopamina (m. di Parkinson). Pertanto un aumento delle concentrazioni di dopamina nella retina e nei centri nervosi superiori potrebbe arrestare il meccanismo patologico che porta alla ambliopia, come è stato segnalato somministrando il precursore della dopamina (Levo-diidrossifenilalanina o LevoDOPA).
Anche la citicolina è capace di indurre un aumento della sintesi di alcuni neurotrasmettitori, in alcune aree del sistema nervoso centrale (in particolare acetilcolina, dopamina, noradrenalina, serotonina). La colina è il precursore diretto dell’acetilcolina, e questo giustifica l’attività colinergica della citicolina. Il meccanismo di incremento della sintesi di dopamina invece non è completamente chiarito. La principale ipotesi è che venga stimolata l’attività della tirosina idrossilasi, enzima direttamente coinvolto nella sintesi della dopamina, probabilmente a seguito dell’aumentata sintesi di acetilcolina.
La stimolazione del sistema dopaminergico potrebbe essere un meccanismo comune che induce sia un miglioramento della sintomatologia motoria nel paziente parkinsoniano che un miglioramento della sensibilità retinica e della conduzione nervosa lungo le vie ottiche. In accordo con questo, esistono lavori sperimentali che segnalano un aumeno della concetrazione di dopamina nella retina degli animali trattati con citicolina.
Questa attività simil-dopaminergica della citicolina seggerisce il razionale di impiego nel trattamento dell’ambliopia, similmente a quanto precedentemente osservato con la LevoDopa. Lo scopo del trattamento con citicolina è quello di integrare la terapia occlusiva, finalizzata a ridurre l’input visivo nell’occhio fissante, con una stimolazione farmacologica diretta dell’occhio con il ritardo di sviluppo visivo. Il trattamento combinato occlusione+citicolina rende più efficace la terapia antiabliopica, mantenendo più stabile il miglioramento dell’acutezza visiva nel tempo.
La citicolina può essere somministrata per via orale, senza alcuna reazione avversa significativa, fino ad un dosaggio di 80/mg/kg di peso corporeo

















