Il trattamento dell’ipotonia oculare
L’ipotonia oculare è una condizione patologica a carico dei meccanismi omeostatici della pressione oculare (IOP) in seguito alla quale essa scende a valori inferiori a 6-7 mmHg. Valori tonometrici compresi tra 7 e 10 mmHg, sebbene siano statisticamente inferiori ai limiti considerati normali, di solito sono tollerati dall’occhio e non conducono a danni della funzione visiva. Per valori inferiori a 4 mmHg, invece, si assiste frequentemente alla comparsa di danni progressivi a carico dell’apparato oculare. Se l’ipotonia oculare è contenuta, soprattutto in assenza di segni infiammatori, il rischio di una grave compromissione dell’apparato visivo è limitata, ma se tale processo evolve in una profonda ipotonia oculare, l’estensione dell’edema al polo posteriore del fondo oculare, con coinvolgimento della testa del nervo ottico e della macula, determinano una grave e spesso irreversibile alterazione della funzione visiva.
L’ipotonia oculare può essere causata da:
- malattie metaboliche sistemiche
- interventi chirurgici (e.g. vitrectomia, chirurgia sclerale, interventi antiglaucomatosi) o para-chirurgici (e.g. ciclocrio)
- traumi
- processi infiammatori su base immunologica o infettiva
- farmaci
Il prolungarsi di una condizione che induce un abbassamento marcato e prolungato della pressione oculare, più spesso come conseguenza di atto operatorio, può instaurare un circolo vizioso che automantiene l’ipotonia oculare (vedi figura).
Alla base di questo circolo vizioso c’è l’aumento della pressione transmurale dovuta alla riduzione della pressione esterna al circolo ematico esercitata dai liquidi endoculari: questo determina una condizione patologica che favorisce la vasodilatazione del circolo coroideale e un aumento patologico della permeabilità capillare, espressioni dell’apertura della barriera ematoretinica. Su questo substrato agiscono i mediatori dell’infiammazione che amplificano sia la risposta vasodilatatoria che l’eccessiva permeabilizzazione del letto capillare. Vengono a svilupparsi le condizioni che determinano un edema diffuso della membrana corioretinica con tendenza ad accumulo di liquidi nello spazio sovracoroideo (distacco di coroide). L’estensione del processo essudativo verso il corpo ciliare determina una ulteriore riduzione della produzione di umore acqueo e l’instaurarsi del processo di automantenimento dell’ipotonia (la stessa apertura della barriera ematoretinica può determinare una condizione di sofferenza trofica del corpo ciliare che ne altera le capacità secretive). La condizione di base resta comunque l’incapacità del corpo ciliare a produrre una quota sufficiente di umore acqueo tale da innalzare la IOP ed interrompere il circolo vizioso.
Un trattamento che si dimostrato efficace nel risolvere questi casi è l’associazione di corticosteroidi e ibopamina.
I corticosteroidi ad elevata concentrazione, quali ad esempio desametasone 0.2%, limitano il processo flogistico e riducono la facilità trabecolare al deflusso di umore acqueo, mentre l’ibopamina, aumenta la produzione di umore acqueo mediante un’azione di stimolazione dei recettori D1 dopaminergici presenti a livello dell’epitelio pigmentato del corpo ciliare. Quindi, l‘azione combinata di corticosteroidi e ibopamina consente di interrompere il circolo vizioso precedentemente descritto.
L’ibopamina, disponibile in commercio in forma di collirio liofilizzato da ricostituire, in concentrazione 2%, deve essere somministrata almeno 4 volte al dì fino al recupero di una pressione ritenuta sufficiente per il singolo caso clinico, cosa che avviene, nella maggior parte dei casi trattati, dopo 2-8 settimane di trattamento. In caso di necessità può essere concentrata fino al 4% (utilizzando la metà del solvente della confezione).



















Sono affetto da un distacco di Coroide che mi causa una forte ipotonia e un rimpicciolimento del bulbo.E’ una conseguenza di un trapianto di cornea tramautico e di grosse dimensioni.
Hanno provato a curarmi con idro-cortisone
e punture di Urbason per 20 giorni e colliri di atropina e betabioptal
Stiamo provando da una settimana il Trazyl con Luxazone e Atropina sembra dare qualche segno positivo con un leggero aumento del tono oculare
Potreste per favore darmi i riferimenti di qualche
Dottore che ha già trattato qualche caso di ipotonia
grave con il Trazyl?
Vi ringrazio
Nicola
Caro Nicola,
Capisco perfettamente la sua preoccupazione, ma non credo che per il suo caso sia necessario uno medico esperto nel trattamento con Ibopamina, quanto qualcuno che abbia esperienza in trapianti corneali e nella gestione delle complicanze. Il medico che la sta seguendo le ha prescritto la terapia corretta e quindi le suggerisco di continuare ad affidarsi a lui. Qualora volesse sentire un parere superiore, può recarsi in uno dei centri italiani di riferimento in cui si eseguono trapianti della cornea, per esempio al S. Raffaele di Milano (ma ne esistono anche molti altri).
Nel caso il tono oculare non dovesse risalire dopo 1-2 mesi di terapia, può provare ad intensificare il trattamento aumentando la concentrazione del Trazyl (portandola al 4% utilizzando la metà del solvente) e la frequenza di somministrazione del Luxazone.
Ho difficoltà a trovare il collirio con ibopamina in quanto il Trazyl è stato sospeso dalla Angelini e sembra che non voglia più produrlo; è introvabile,
ho recuperato qualche rimanenza ma volevo chiedere a voi se conoscete qualche collirio (anche all’estero) che contenga Ibopamina.
Grazie
Non esistono in commercio altri colliri a base di Ibopamina o molecole analoghe, né in Italia, né all’estero. Per continuare il trattamento, l’unica soluzione è quella di preparare una soluzione di Ibopamina a partire dalle compresse. Ho appena pubblicato un “post” in cui vengono fornite indicazioni su come procedere.