Il trattamento delle occlusioni venose retiniche

2008 Novembre 2
by farmacologiaoculare

Esistono molti gradi di severità con cui un’occlusione venosa retinica  può presentarsi clinicamente, da forme parcellari a totali, da poche isolate petecchie emorragiche con minima tendenza essudativa ad aspetti emorragici estesi con spiccata tendenza ischemica. Quindi il trattamento dovrà essere adattato sulla base delle caratteristiche cliniche.

Con uno sforzo semplificativo, si può suddividere l’intervento terapeutico in tre approcci principali:

A) Prevenzione delle occlusioni venose

  1. eliminare i fattori di rischio tromboembolico
  2. monitorizzare ed eventualmente normalizzare l’omocisteinemia
  3. trattamento antiaggregante: ASA 100 mg/die  a cui si possono associare 80 mg/die di estratto standardizzato di Ginkgo Biloba

B) Trattamento delle forme occlusive minori:

  1. ipotonizzazione bulbare (timololo + dorzolamde oppure prostaglandine)
  2. Defibrotide (Prociclide) per os 1200-1600 mg/die per circa 30 gg con dosaggi a scalare
    oppure eparina a basso peso molecolare per via sottocutanea (enoxaparina sodica – Clexane 100-150 unità/kg/die) per 7 gg.
  3. mantenere il paziente in regime di ipoaggregazione piastrinica mediante ASA (100 mg die), ticlopidina (250 mg/die), clopidogrel (75 mg/die) o similari.

C) Trattamento delle forme occlusive maggiori
Va precisato, innanzitutto che queste manovre farmacologiche possono mettere a rischio la vita del paziente, pertanto è assolutamente necessario praticarle in regime di ospedalizzazione

  1. Ipotonizzazione marcata del bulbo oculare in modo da facilitare la ricanalizzazione del vaso (glicerolo per os e/o mannitolo e.v)
  2. scoagulare il paziente: eparina e.v.: bolo di 10.000 unità e infusione continua di 15 unità/kg/ora per 24/48 ore
  3. ricoagulare il paziente: sostituire eparina con warfarin sodico (Coumadin) per os 10 mg/die (il dosaggio va modulato sulla base dei parametri emocoagulativi in modo tale da riportare l’INR a valori di 3-4)
  4. ridurre progressivamente la terapia anticoagulante al dosaggio minimo di Coumadin in modo da mantenere l’INR su valori di 2.5). Sono stati proposti, come alternative, trattamenti a lungo termine con eparina a basso peso molecolare per via sottocutanea
  5. In presenza di un’occlusione venosa con tendenza essudativa dell’area maculare  è consigliato associare una terapia corticosteroidea peribulbare (una somministrazione ogni 3-4 gg per 2-4 settimane).
  6. In caso di aree ischemiche: fotocoagulazione con Argon laser
  7. In caso di neovascolarizzazione: terapia intravitreale con inibitori del VEGF

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