Inibitori della fosfodiesterasi-5 e patogenesi del danno ischemico oculare.
Le fosfodiesterasi (PDE) sono enzimi intracellulari che catalizzano la reazione di conversione dei nucleotidi ciclici in nucletidi monofosfato. In particolare, l’inibizione della PDE-5 provoca un prolungamento dell’attività della guanosina monofosfato ciclico (cGMP) intracellulare. A livello dei corpi cavernosi penieni l’aumento della concentrazione di cGMP potenzia l’effetto vasodilatatorio dell’ossido nitrico a livello della muscolatura liscia, facilitando la risposta erettile negli individui con problemi di erezione.
Alcuni comuni effetti indesiderati che si manifestano dopo assunzione di Sildenafil, o farmaci analoghi, sono: cefalea, rossore al viso e congestione nasale. Questi effetti sono indicatori di una risposta vasomotoria generalizzata anche a livello di altri distretti dell’organismo, probabilmente anche a livello della circolazione della testa del nervo ottico.
Si potrebbe ipotizzare che questo fenomeno possa essere di vantaggio per incrementare il flusso ematico ed il trofismo tissutale nei soggetti con patologie su base ischemica, come per esempio numerose forme di glaucoma.
Purtroppo non è così.
La figura ci mostra cosa accade a livello della circolazione endoculare durante la perfusione endovenosa di un potente vasodilatatore donatore di ossido nitrico, la nitroglicerina. La vasodilatazione periferica determina una caduta della pressione arteriosa e con essa una parallela diminuzione della IOP per diminuzione dello spazio occupato dai vasi endoculari (componente emodinamica della pressione oculare – vedi articolo del 12/10/2008).
La vasodilatazione nel distretto oculare è un evento impedito dalla pressione esterna al circolo, che contrasta il rilassamento della parete vascolare, a maggior ragione se la pressione esterna è aumentata, come nel caso del paziente glaucomatoso. Per di più, se il rilasciamento vascolare non è sostenuto da una sufficiente forza dialatatoria, questo può invertirsi in vasocostrizione passiva, peggiorando ancora di più il trofismo dell’unità microcircolatoria in un distretto ad alta vulnerabilità, come quello peripapillare.
Questo meccanismo fisiopatologico può spiegare l’insorgenza di neuriti ottiche ischemiche e il peggioramento del campo visivo osservati in alcuni in pazienti che assumevano inibitori della PDE-5.

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