Il profilo di safety dei triptani: considerazioni sul trattamento dell’emicrania
Come oculista mi capita abbastanza frequentemente di prescrivere trattamenti antidolorifici in corso di emicrania.
Di solito è sufficiente un FANS, ma in alcune occasioni il trattamento del dolore emicranico necessita di qualcosa di più energico e specifico: da qui il ricorso ai triptani (vedi anche post del 27/9/2009).
I triptani sono sostanze serotoninergiche che agiscono preferenzialmente sui recettori 5-HT1D (ma non selettivamente, infatti possiedono, a secondo della molecola, effetti agonisti anche sui recettori 5-HT1B, 5-HT1A e 5-HT2A). continua a leggere…

Il sistema immunitario gioca un ruolo chiave durante le patologie neurodegenerative. Se opportunamente stimolate, le difese immunologiche dell’organismo, rappresentate da cellule sia per l’immunità innata che adattativa, possono creare una nicchia ambientale favorevole che protegge la cellula nervosa ed arresta la progressione del processo degenerativo. La risposta immunitaria spontanea può essere insufficiente e, quindi, richiedere un intervento terapeutico esterno che riesca a potenziarla. Questo è il razionale che sta alla base di una ipotetica vaccinazione contro la neurotticopatia glaucomatosa.
All’origine del danno secondario in corso di glaucoma si colloca la creazione di un ambiente nocivo continua a leggere…
E’ noto che le procedure fotoablative (LASIK, in particolare, ma anche PRK, LASEK ecc.) determinano un’alterazione quali-quantitativa della secrezione lacrimale, che nella maggior parte dei pazienti viene avvertita sintomatologicamente.
L’insorgenza di questa forma di dry eye è particolarmente frequente in quei soggetti che presentavano segni clinici pre-operatori (per es. BUT e/o test di Schirmer inferiore alla norma), anche se non accompagnati da sintomi soggettivi.
All’origine del problema viene posta l’amputazione delle terminazioni nervose intrastromali al momento dell’ablazione dello stroma corneale con laser ad eccimeri. continua a leggere…
I colliri rinforzati (o fortificati) sono preparazioni estemporanee, molto concentrate, di un antibiotico che rappresentano una valida soluzione terapeutica in caso di gravi infezioni oculari, solitamente ulcere corneali, che richiedono un trattamento aggressivo.
La seguente tabella fornisce uno schema pratico per preparare colliri rinforzati in condizioni di necessità terapeutica. continua a leggere…
La corioretinopatia sierosa centrale (CSC), nota anche come sindrome di Masuda, è un’affezione, generalmente benigna, di natura essudativa, che colpisce la macula e/o l’area retinica circostante.
Per affrontare in modo corretto il problema del suo trattamento, se e quando necessario, è bene analizzare, seppur velocemente, la sua etiopatogenesi.
La CSC si produce a seguito di una raccolta di liquido nello spazio sottoretinico, provocato da piccole rotture localizzate dell’epitelio pigmentato retinico (EPR) come rappresentato nella figura.
Traggo spunto dalle numerose castronerie che si trovano in rete per chiarire che cosa è un collirio.
Capita spesso che venga associato al concetto di collirio quello di medicamento specifico per l’occhio con proprietà farmacologiche. La stessa inesattezza è riportata anche sulla versione italiana di Wikipedia (è invece corretta la definizione della versione inglese).
Il ruolo delle statine sullo sviluppo della cataratta è alquanto controverso.
Fino a circa 10 anni fa si riteneva che il blocco della prenilazione delle small GPT-binding proteins (proteine G) provocato dagli inibitori della HMG CoA reduttasi, ovvero le cosiddette statine (vedi figura)
alterasse la struttura delle fibre del cristallino e ne determinasse la loro opacità.

Le acquaporine (AQP) sono proteine strutturali espresse sulla superficie della cellula che formano canali proteici specifici per passaggio bidirezionale di acqua e piccoli soluti tra l’ambiente interno e quello esterno alla cellula. Le AQP facilitano la secrezione e il riassorbimento dei fluidi e quindi regolano il volume cellulare e lo stato di idratazione dei tessuti.
Le miodesopsie, conosciute comunemente con il nome di mosche volanti, sono sensazioni visive generate all’interno dell’occhio dalla presenza di addensamenti localizzati del corpo vitreo, i quali, quando colpiti dalla luce, proiettano un’ombra sulla superficie della retina. Sono percepite dal paziente come punti neri, ragnatele, stracci, filamenti ecc. all’interno del loro campo visivo.
Ringraziamo tutti i lettori di questo blog che dal 12 ottobre 2008 ci hanno manifestato il loro interesse.
I numeri sono in linea con le nostre previsioni più ottimistiche. Aspiravamo a superare la quota di 50.000 contatti in un anno: questo target è stato raggiunto e superato. continua a leggere…
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